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Politica

A Rivoli, presso Torino, polemica sulla dichiarazione antifascista per l'occupazione di suolo pubblico

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A Rivoli, comune dell'hinterland torinese, è scoppiata una polemica politica riguardante una dichiarazione di adesione ai valori dell'antifascismo richiesta ai cittadini che presentano domande per l'occupazione di suolo pubblico, inclusi i permessi per i traslochi. La norma, in vigore dal 2017, si applica a tutte le richieste di utilizzo di spazi pubblici. La dichiarazione richiede di ripudiare il Fascismo e il Nazismo e di aderire ai valori della Costituzione repubblicana,包括 libertà, democrazia, eguaglianza, pace, giustizia sociale e rispetto dei diritti umani. Il caso è emerso quando un cittadino, compilando online la procedura per ottenere un permesso di trasloco, ha segnalato la presenza di questa clausola nella domanda. Il sindaco Alessandro Errigo, esponente del Partito Democratico, ha riconosciuto che la richiesta può apparire insolita nel contesto di un semplice trasloco. Errigo ha spiegato che la dichiarazione fu introdotta originariamente per garantire la libera espressione durante le manifestazioni che occupano spazi pubblici, e ha ammesso che la procedura potrebbe essere rivista per la specifica casistica dei traslochi. Il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Federico Depetris, esponente dell'opposizione, ha criticato la misura definendola antidemocratica. Secondo Depetris, la dichiarazione sarebbe stata estesa a ogni richiesta di sala comunale, sia da parte di privati cittadini che di aziende. Depetris ha inoltre segnalato che l'amministrazione si riserva la possibilità di effettuare monitoraggi successivi alla sottoscrizione per verificare la coerenza tra quanto dichiarato e le attività realmente svolte, aspetto che ha suscitato ulteriori critiche da parte dell'opposizione. La polemica si inserisce in un dibattito più ampio sull'utilizzo di dichiarazioni di ripudio del fascismo in procedure amministrative, pratica segnalata anche in altri comuni italiani come Verona, Piacenza e Parma, dove sono stati adottati requisiti analoghi per l'accesso a servizi comunali o all'occupazione di suolo pubblico.