Italian White Paper

Torna al dossier

Versione neutra

Cronaca

Attentato a Ranucci: le indagini su Lavitola e le reazioni politiche

Police officers investigating a nighttime crime scene outside a residential house with barrier tape and evidence markers.
Immagine simbolica · cottonbro studio / Pexels

Fedeltà media

Arco delle fonti

12 fonti · lettura 2 min

Testo neutro generato da IA e revisionato da un editor umano prima della pubblicazione.

Un ordigno esplosivo è stato collocato nell'ottobre scorso davanti all'abitazione di Sigfrido Ranucci, conduttore del programma di inchiesta della Rai Report, a Pomezia. Valter Lavitola, imprenditore con precedenti penali e conoscente del giornalista, è accusato di essere il mandante dell'attentato ed è indagato per concorso in strage con l'aggravante del metodo mafioso.

Secondo quanto emerso dalle indagini, Lavitola avrebbe pagato una somma compresa tra i 5.000 e i 10.000 euro per l'attentato, dato frutto di ammissioni e calcolo investigativo. L'importo sarebbe stato diviso tra quattro persone arrestate alla fine di giugno: Antonio Passariello, Pellegrino D'Avino, Saverio Mutone e Marika De Filippis, oltre a un quinto indagato a piede libero. Una parte della somma sarebbe stata spesa per una vacanza in Sicilia.

I pm Carlo Villani e Edoardo De Santis continuano a lavorare sul movente di Lavitola. Una delle piste esplorate riguarda il tentativo, all'insaputa di Ranucci, di spingere il conduttore verso una candidatura politica con il centrosinistra, tramite sondaggi commissionati per valutarne il gradimento. Una seconda pista, ritenuta più debole, riguarda affari legati ai crediti di carbonio in Camerun.

Gomes Clesio Tavares, assistente di Lavitola, è ritenuto dagli inquirenti il tramite con il gruppo che ha piazzato l'ordigno. Tavares, attualmente in Camerun, ha raccontato al Tg1 di aver acquistato un biglietto di ritorno per l'Italia ma di aver rinunciato al viaggio per via degli sviluppi dell'inchiesta e di impegni di lavoro in corso. Tavares ha riconosciuto di conoscere Passariello e D'Avino, con il quale ha lavorato per anni nel settore della sicurezza. Ha confermato inoltre di essere il padrino di battesimo del figlio di D'Avino.

Lavitola avrebbe inviato un messaggio a Tavares nei giorni scorsi suggerendo di interrompere le comunicazioni, segnalando il passaggio della polizia e dei Carabinieri.

La Rai ha sospeso le repliche estive di Report in attesa di chiarimenti sulla vicenda. La redazione del programma ha fatto quadrato attorno a Ranucci, che ha escluso condizionamenti al proprio lavoro. La rete sta inoltre verificando se il bed and breakfast di Lavitola, Il Faro Gianicolense, sia mai stato utilizzato come base per fonti o interviste di Report, e se la Rai abbia mai effettuato pagamenti alla società di Lavitola per conto del programma. Sono attesi elementi dall'analisi dei cellulari e delle pen drive sequestrate a Lavitola durante la perquisizione del 4 luglio.

La vicenda ha innescato reazioni politiche. Esponenti della maggioranza di centrodestra hanno commentato favorevolmente la sospensione delle repliche, chiedendo piena chiarezza. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha rilanciato una passata dichiarazione della segretaria del Pd Elly Schlein, che il giorno dopo l'attentato aveva collegato l'episodio ai rischi per la libertà di stampa sotto un governo di destra. FdI ha chiesto scuse a Schlein. Il Partito Democratico ha replicato invitando La Russa a non fare il capo partito. Il Movimento 5 Stelle ha criticato la sospensione, definendola una decisione politica dannosa per il servizio pubblico e per i suoi ascolti.