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Cronaca

Bimbo di 18 mesi muore in ospedale a Catanzaro, quattro compagni di asilo ricoverati: sospettato il Clostridium difficile

A nurse tending to a newborn in a hospital nursery, showing care and compassion.
Immagine simbolica · Speak Media Uganda / Pexels

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3 fonti · lettura 1 min

Testo neutro generato da IA e revisionato da un editor umano prima della pubblicazione.

Un bambino di 18 mesi è morto presso l'ospedale di Catanzaro. Quattro suoi compagni di un asilo nido sono stati ricoverati, di cui tre sono già stati dimessi. Gli accertamenti in corso ipotizzano come possibile agente eziologico il Clostridium difficile, un batterio anaerobio Gram-positivo presente fisiologicamente nella flora batterica dell'intestino e della vagina. L'ipotesi dovrà essere confermata dagli esami in corso.

Secondo quanto riportato dalle agenzie, il titolare dell'asilo nido ha avanzato l'ipotesi che il batterio possa provenire dall'esterno della struttura.

Il Clostridium difficile è rintracciabile nelle feci e il contagio avviene principalmente per via oro-fecale, tramite contatto con oggetti o superfici contaminate. Il batterio è in grado di sopravvivere a lungo nell'ambiente. Le principali misure di prevenzione consistono nel lavarsi accuratamente le mani dopo l'uso dei servizi igienici e prima di mangiare, oltre a garantire la pulizia dei bagni, specialmente se utilizzati da persone con diarrea.

L'infezione può manifestarsi con diarrea acquosa, almeno tre scariche al giorno per due o più giorni consecutivi, febbre, perdita di appetito, nausea e dolori addominali. Nei casi più gravi può evolvere in colite o colite pseudomembranosa, una forma infiammatoria del colon che può insorgere durante o dopo una terapia antibiotica. Alcuni ceppi producono una tossina necrotizzante capace di danneggiare la mucosa intestinale.

Il rischio di infezione aumenta quando il batterio si moltiplica in grandi quantità, una condizione favorita dall'alterazione della flora batterica intestinale, spesso conseguente a trattamenti antibiotici prolungati. Il trattamento si basa su antibiotici specifici, tra cui metronidazolo per le forme lievi, vancomicina o fidaxomicina, somministrati per via orale per almeno dieci giorni. L'infezione può ripresentarsi in circa un paziente su cinque.