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Finanza

Caro carburanti: il governo allo studio di nuovi interventi, al vaglio le accise mobili

Close-up of a hand holding a green fuel nozzle at a gas pump station outdoors.
Immagine simbolica · Engin Akyurt / Pexels

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Il 24 luglio 2026 la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto un incontro a Palazzo Chigi con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti per discutere dell'aumento dei prezzi dei carburanti. Secondo fonti della presidenza del Consiglio, il governo è al lavoro su possibili iniziative, tra cui l'attivazione del meccanismo delle cosiddette accise mobili.

L'incontro segue una significativa crescita dei prezzi dei carburanti. Secondo i dati dell'Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese, il prezzo medio self service del gasolio ha raggiunto 2,161 euro al litro, mentre la benzina si è attestata a 1,968 euro. In autostrada la benzina ha raggiunto 2,059 euro e il gasolio 2,228 euro al litro. Tali livelli superano i record registrati a marzo 2022, conseguenti allo scoppio della guerra in Ucraina. I prezzi stanno crescendo di uno o due centesimi al giorno, un trend legato all'escalation del conflitto in Iran e alla risalita del prezzo del petrolio, con il Brent vicino ai 100 dollari al barile.

I rincari si sono accelerati dopo la scadenza, il 3 luglio 2026, dell'ultimo taglio delle accise. Da allora il governo non aveva rinnovato gli sconti al distributore, ma la recente corsa dei prezzi ha riaperto il dossier.

Il meccanismo delle accise mobili allo studio utilizza l'extra gettito Iva generato dal rincaro dei carburanti per ridurre temporaneamente la componente fissa delle accise. L'attivazione avviene al superamento di una soglia sul prezzo medio del greggio. Tuttavia, le stime indicano un effetto limitato: lo sconto ammonterebbe a circa 6-10 centesimi al litro. Inoltre, il meccanismo entrerebbe in funzione con ritardo, poiché l'extragettito Iva sarà quantificabile solo intorno al 10 agosto, rendendo impossibile intervenire prima dei primi giorni di agosto. Per questo motivo il governo sta valutando anche coperture aggiuntive nel bilancio dello Stato per finanziare sconti di entità maggiore. Il prossimo Consiglio dei ministri è fissato per il 4 agosto, ma un decreto potrebbe arrivare già nella prossima settimana.

L'Unione Europea ha segnalato che al momento non si registrano problemi di approvvigionamento di carburanti, pur avvertendo che l'impatto del conflitto potrebbe manifestarsi nelle prossime settimane.

Le associazioni di categoria hanno quantificato i costi del rincaro. Secondo la Cna, il maggior costo di benzina e gasolio dal 1° marzo a luglio rispetto ai prezzi medi di febbraio supera i 4,5 miliardi di euro, di cui circa 850 milioni nei soli primi 24 giorni di luglio. Il Codacons ha calcolato che nelle ultime tre settimane il gasolio è salito di 27,9 centesimi sulla rete ordinaria e di 26 in autostrada, mentre la benzina ha registrato un aumento di 16,5 centesimi. Secondo queste rilevazioni, un pieno di gasolio costa oggi circa 14 euro in più rispetto al 3 luglio, e uno di benzina circa 8,25 euro in più. La Confesercenti ha stimato che il rincaro di luglio e agosto peserà sulle famiglie per 700 milioni di euro.

Sulle cause degli aumenti vi sono posizioni divergenti. L'Unem, che rappresenta le compagnie petrolifere, ha dichiarato che ad agosto il prezzo potrebbe salire fino a 8 centesimi in più, poiché i margini sugli aumenti del petrolio non sarebbero ancora stati recuperati, e ha ricordato che la flessibilità di bilancio concessa da Bruxelles sull'energia non può finanziare sconti generalizzati e temporanei. Le associazioni dei consumatori parlano invece di un effetto asimmetrico, con gli aumenti che arrivano alla pompa in 24-48 ore mentre i ribassi impiegano settimane. Secondo Unimpresa, il prezzo del gasolio sarebbe cresciuto più di quanto giustificato dal solo aumento del greggio, in alcuni casi anche del doppio, da cui accuse di speculazione rivolte a compagnie e distributori.

Nel settore del trasporto merci, la Federazione Autotrasportatori Italiani (Fai) si è detta contraria al meccanismo delle accise mobili, ritenendo che penalizzerebbe il comparto e annullerebbe quanto stanziato a seguito della recente vertenza con il governo. La Fai ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo. <arg_value>I partiti di opposizione hanno criticato la gestione della situazione da parte del governo. Il Partito democratico ha chiesto la riattivazione immediata delle accise mobili, definita una misura già prevista dalla legge a costo zero per l'erario, e ha accusato la maggioranza di occuparsi solo della legge elettorale. La segretaria del Pd Elly Schlein ha incontrato i segretari regionali per lanciare una campagna social sul caro carburanti. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha accusato il governo di aver chiuso il Consiglio dei ministri senza alcun intervento sui prezzi dei carburanti. La deputata M5S Chiara Appendino ha ricordato le promesse di abolizione delle accise formulate all'epoca dell'opposizione. Il Pd ha inoltre proposto ulteriori misure, dal disaccoppiamento del prezzo dell'elettricità da quello del gas a poteri di controllo più incisivi contro le speculazioni.

Il Codacons ha chiesto un taglio immediato delle accise sul gasolio di almeno 15 centesimi al litro, 18,3 considerando anche l'Iva, per riportare i prezzi sotto i due euro, e ha rilevato che lo Stato incassa maggiori entrate dai rincari attraverso Iva e accise, che pesano per oltre il 50% sul costo di ogni litro di carburante acquistato in Italia.