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Politica

Caso Roggero, la Lega propone di allargare la legittima difesa: spaccatura nella maggioranza e critica delle opposizioni

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Immagine simbolica · Rana Matloob Hussain / Pexels

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Mario Roggero, gioielliere di 72 anni di Grinzane Cavour in provincia di Cuneo, è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l'assalto al suo negozio avvenuto il 28 aprile 2021. La condanna è stata pronunciata dalla Corte d'assise d'Appello di Torino.

Il caso ha acceso un dibattito politico sulla disciplina della legittima difesa. La Lega ha presentato una proposta di legge che mira a estendere i limiti della legittima difesa, integrando il principio di non punibilità per qualsiasi reazione successiva a un'aggressione a mano armata. Il segretario leghista Matteo Salvini ha coinvolto i ministri Elisabetta Bongiorno e Pierantonio Matone sulla questione Roggero.

La proposta ha però incontrato la resistenza di Forza Italia, componente della maggioranza di governo. I parlamentari forzisti hanno parlato di "fughe in avanti" e hanno invitato a non legiferare sull'onda emotiva. Il viceministro di giustizia Sisto ha affermato che la riforma rischierebbe di sovvertire lo stato di diritto. La premier Giorgia Meloni, pur definendo la pena "sproporzionata", ha adottato una posizione cauta, evitando lo scontro aperto con la Lega.

Le opposizioni hanno criticato duramente l'iniziativa. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha accusato i partiti di centrodestra di "sciacallaggio" sul caso e ha sostenuto che la vicenda Roggero non rientra nella legittima difesa. Conte ha argomentato che se tutti applicassero la regola della giustizia fai da te lo stesso gioielliere sarebbe stato in pericolo, richiamando un episodio del 2005 in cui Roggero avrebbe estratto una pistola minacciando l'ex fidanzato della figlia e i suoi genitori. Il Partito Democratico ha definito la proposta "legge della giungla".

Alcuni osservatori e testate hanno fatto notare un elemento di contesto: la legge sulla legittima difesa approvata nel 2019, voluta da Salvini all'epoca ministro dell'Interno e votata anche da Fratelli d'Italia e dal Movimento 5 Stelle, prevede che la legittima difesa sia valida se il ladro si trova all'interno dell'abitazione, ma non se esce e viene inseguito. Secondo questa ricostruzione, proprio il fatto che Roggero abbia inseguito in strada i rapinatori in fuga prima di sparare avrebbe comportato la non applicabilità della legge del 2019 al suo caso.

I giudici della Corte d'assise d'Appello di Torino, nelle motivazioni della sentenza, hanno rilevato elementi che hanno indebolito la posizione del gioielliere. Nel video dell'episodio, Roggero viene ripreso mentre estrae il revolver da un cassetto e si scontra involontariamente con la moglie prima di sparare alle spalle dei rapinatori in fuga. La Corte ha ritenuto non credibile la versione secondo cui Roggero avrebbe sparato perché credeva che la moglie fosse stata rapita, osservando che il suo comportamento dopo lo scontro con la moglie non era coerente con l'ipotesi di timore per la sorte di lei. I giudici hanno inoltre evidenziato una modalità impulsiva di reazione preesistente ai fatti del 2021, richiamando l'episodio del 2005 che gli era costato la perdita del porto d'armi.

Il comportamento processuale è risultato rilevante: Roggero non ha mostrato pentimento durante il procedimento, quantomeno fino all'arrivo nel carcere di Bollate. Dopo la sentenza di primo grado aveva donato parte del patrimonio immobiliare a una delle vittime, Mariangela Sandrone, e aveva trasferito 50mila euro su un conto in Tunisia, circostanza che secondo la procura faceva ipotizzare una preparazione alla fuga all'estero in caso di condanna definitiva.