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Politica

Espulsioni diplomatiche tra Italia e Russia e cambio ai vertici militari in Ucraina

From below of various flags on flagpoles located in green park in front of entrance to the UN headquarters in Geneva
Immagine simbolica · Mathias Reding / Pexels

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Arco delle fonti

12 fonti · lettura 1 min

Testo neutro generato da IA e revisionato da un editor umano prima della pubblicazione.

La Russia ha espulso l'addetto militare italiano a Mosca e un suo collaboratore. La decisione è stata preceduta dalla convocazione dell'incaricato d'affari italiano Giovanni Scopa. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha confermato che la mossa costituisce una ritorsione in risposta all'espulsione dall'Italia di due addetti militari russi. Secondo il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, i due diplomatici russi erano stati colti in flagrante mentre svolgevano attività di spionaggio, nell'ambito di un'inchiesta avviata dalla Procura di Roma. Tajani ha definito l'espulsione italiana una misura legittima e quella russa una ritorsione ingiustificata, definendola in termini di plateale ritorsione.

In Ucraina, il presidente Volodymyr Zelensky ha rimosso il comandante in capo delle forze armate Oleksandr Syrsky, nominando al suo posto Mykhailo Drapatyi, comandante delle forze congiunte. L'annuncio è arrivato tramite un messaggio pubblicato su Telegram. Il cambio ai vertici militari è giunto dopo giorni di proteste in diverse città ucraine, seguite alla destituzione del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov avvenuta la settimana precedente. Il commissario Ue alla Difesa Andrius Kubilius aveva espresso sorpresa per la rimozione di Fedorov. Secondo alcune fonti, Zelensky avrebbe successivamente contattato Fedorov per proporgli un nuovo incarico di governo, ma non è noto se e in quale ruolo il ministro tornerà a ricoprire funzioni governative.