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Politica

Futuro Nazionale tra scontri parlamentari e malcontento interno sulle nomine

Black and white photo of a traditional legislative assembly chamber, featuring empty seats and desks.
Immagine simbolica · Héctor Berganza / Pexels

Fedeltà media

Arco delle fonti

3 fonti · lettura 2 min

Testo neutro generato da IA e revisionato da un editor umano prima della pubblicazione.

Il partito Futuro Nazionale, guidato dal generale Roberto Vannacci, è al centro di diverse tensioni che coinvolgono sia l'attività parlamentare sia l'organizzazione interna. Alla Camera dei Deputati si è tenuto un voto su un emendamento alla riforma elettorale relativo alle preferenze, bocciato per un solo voto a scrutinio segreto. Il deputato Domenico Furgiuele, di Futuro Nazionale, ha diffuso un video del voto per dimostrare che il suo gruppo parlamentare aveva sostenuto l'emendamento. La registrazione potrebbe però costituire una violazione delle regole interne della Camera, che vietano di fotografare o riprendere i lavori dell'Aula, e comportare conseguenze disciplinari ancora da valutare. Secondo il quotidiano Libero, il deputato Furgiuele è stato inoltre accusato dal deputato del Dem Provenzano di aver urlato "Hitler, Hitler" durante l'intervento del collega Casu; Furgiuele ha respinto l'accusa. Il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulé, ha annunciato che avrebbe chiesto ai questori l'avvio di un'istruttoria. Sul fronte della riforma elettorale, Vannacci ha spiegato la linea del partito attraverso un messaggio sui social, affermando che la proposta della maggioranza "mantiene i capolista bloccati e lascia il potere nelle segreterie di partito", ma che Futuro Nazionale avrebbe comunque votato l'emendamento in quanto "meno peggio". La decisione è maturata dopo ore di trattative e telefonate, seguendo un orientamento iniziale contrario al testo sostenuto da Fratelli d'Italia, Noi Moderati e UDC. Dopo la bocciatura dell'emendamento della maggioranza, i deputati di Futuro Nazionale hanno reagito duramente, lasciando l'Aula. Secondo Libero, Edoardo Ziello, considerato il braccio destro di Vannacci, ha accusato i deputati di maggioranza di aver rotto un patto e di essere "funzionali alla sinistra". Accanto alle tensioni parlamentari, emerge un malcontento interno al partito in diverse regioni del Sud Italia riguardo alle nomine decise dalla dirigenza nazionale. Secondo Il Fatto Quotidiano, che cita fonti anonime interne al movimento, in Campania circa 17 comitati del casertano, per un totale tra i mille e i 1.500 sostenitori, hanno espresso protesta per nomine "calate dall'alto", tra cui quella dell'avvocato Catello Di Capua. Una protesta analoga è segnalata in Calabria, dove la nomina a coordinatore di Domenico Furgiuele ha suscitato critiche. Esponenti dissidenti accusano Vannacci di assenza di meritocrazia nelle scelte e di comportarsi "come Meloni e Salvini", giudizio attribuito a membri della base dal quotidiano. In Puglia, la nomina di Rossano Sasso, deputato ex Lega, a coordinatore regionale ha suscitato critiche da parte di referenti locali come Francesco Rutigliano di Andria e Luigi Matarrese di Minervino Murge, che si è dimesso da presidente del comitato. In Sicilia, secondo le stesse fonti, le nomine regionali sono bloccate: il responsabile della regione, Gianluca Dessì, ha parlato di "troppa litigiosità, troppe divisioni" come ragione per prendere più tempo. La leadership di Vannacci si trova thus in una fase complessa, tra scontri parlamentari con la maggioranza e crescenti dissensi interni sull'organizzazione e la scelta dei candidati in vista delle elezioni del prossimo anno.