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Cronaca

Giornalista sportivo trovato morto e dato alle fiamme nel Salernitano: le indagini in corso

A dramatic field fire captured in Texas, highlighting environmental impact and natural destruction.
Immagine simbolica · Elizabeth Lizzie / Pexels

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14 fonti · lettura 3 min

Testo neutro generato da IA e revisionato da un editor umano prima della pubblicazione.

Il corpo carbonizzato di Luigi "Luca" Esposito, giornalista sportivo di 53 anni, è stato rinvenuto nella notte tra sabato 19 e domenica 20 luglio 2026 in un'area agricola isolata in contrada Bivio Cioffi, nei pressi della Strada Statale 7 bis nel comune di Eboli, in provincia di Salerno. Il ritrovamento è avvenuto durante le operazioni di spegnimento di un incendio divampato tra la vegetazione: i vigili del fuoco, intervenuti per domare le fiamme, hanno individuato il cadavere tra la vegetazione bruciata.

L'area è stata subito messa in sicurezza dai carabinieri della compagnia di Eboli, dal personale della Sezione investigazioni scientifiche di Salerno, dal medico legale e dalla Procura, che ha avviato gli accertamenti. L'identificazione della vittima è stata possibile grazie al ritrovamento, nelle vicinanze, dell'auto intestata al giornalista. Gli esami approfonditi per l'identificazione definitiva erano ancora in corso nei giorni successivi al ritrovamento.

Gli inquirenti hanno escluso l'ipotesi di un semplice incidente. La principale pista seguita è quella dell'omicidio: secondo gli investigatori, Esposito sarebbe stato ucciso, probabilmente con colpi d'arma da fuoco, e in un secondo momento il corpo sarebbe stato dato alle fiamme nel tentativo di cancellare eventuali prove. L'autopsia, atta a chiarire con precisione le cause della morte e la dinamica dei fatti, è stata fissata per martedì 21 luglio.

Le indagini sono affidate ai carabinieri delle compagnie di Eboli e Salerno, coordinate dalla Procura di Salerno guidata da Raffaele Cantone. Tra le piste al vaglio figurano vicende personali, possibili questioni economiche, un eventuale movente passionale e contrasti maturati in ambito lavorativo. Una delle ipotesi considerate più concrete è che l'assassino si trovasse in auto con la vittima.

Luigi Esposito, originario di Nocera Inferiore ma residente a Fisciano, era conosciuto soprattutto nell'ambiente sportivo locale. Direggeva il sito di informazione TuttoSalernitana e collaborava con l'emittente OttoChannel, con il quotidiano La Città e con Il Mattino, per cui seguiva la Nocerina. Si occupava anche della Juve Stabia in Serie B e delle squadre di serie C della zona. Era inoltre opinionista televisivo. Laureato in biologia e lettere, aveva circa 15 mila follower su Instagram.

Un aspetto su cui si concentrano le indagini riguarda il presunto impiego di Esposito presso l'Arpac, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania. Il giornalista raccontava a conoscenti e colleghi di essere dirigente dell'Arpac, svolgendo attività di controllo sulle aziende bufaline prima nell'avellinese e poi nel casertano. L'Arpac ha tuttavia diffuso una nota ufficiale in cui precisa che Esposito "non risulta titolare di un rapporto di lavoro con Arpac, né come dipendente né come dirigente" e che "non risulta alcuna relazione di natura professionale tra l'ente ed Esposito". Secondo una fonte giudiziaria, l'Arpac avrebbe in organico una persona con lo stesso nome, ma non si tratterebbe del giornalista. Una delle sorelle di Esposito ha dichiarato al Tg1 che il fratello le aveva detto di aver lavorato all'Arpac in passato.

La sorella ha inoltre descritto il 53enne come una persona dal carattere tranquillo e senza nemici. Esposito era single e i rapporti con le due sorelle non erano quotidiani. Nei fine settimana estivi era solito ritirarsi in una proprietà ad Agropoli. Il suo ultimo post sui social risaliva al 27 giugno.