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Cronaca

Giornalista trovato morto a Eboli, i carabinieri fermano un sospettato

Old abandoned farmhouse in a rural countryside setting, perfect for rustic themes.
Immagine simbolica · Ilya / Pexels

Fedeltà media

Arco delle fonti

6 fonti · lettura 2 min

Testo neutro generato da IA e revisionato da un editor umano prima della pubblicazione.

Il 25 luglio i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Salerno hanno sottoposto a fermo un uomo sospettato dell'omicidio di Luigi Esposito, giornalista salernitano di 53 anni conosciuto come Luca, trovato carbonizzato la scorsa domenica in un terreno agricolo alla periferia di Eboli, in località Cioffi. L'uomo è stato individuato nascosto in un casolare abbandonato. Le operazioni sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Salerno, guidata da Raffaele Cantone, e hanno visto il coinvolgimento del Reparto indagini tecniche del Ros e dello Squadrone Cacciatori di Puglia.

Secondo l'esame autoptico, nei polmoni della vittima sono state rilevate tracce di fumo, elemento che fa ipotizzare agli inquirenti che Esposito fosse ancora vivo quando il corpo è stato dato alle fiamme. Il giornalista sarebbe stato precedentemente aggredito e picchiato, riportando diverse fratture, per poi morire per asfissia. Il rogo potrebbe essere stato appiccato per cancellare tracce biologiche o altri elementi di prova, inclusi eventuali segni di colluttazione rimasti sugli abiti.

Gli investigatori hanno escluso un legame tra il delitto e l'attività giornalistica della vittima, che si occupava di cronaca sportiva, seguendo le vicende di Salernitana e Juve Stabia su web e tv locali. L'ipotesi attualmente privilegiata è che l'omicidio sia maturato nell'ambito della sfera personale di Esposito. La dinamica ricostruita sembrerebbe escludere la premeditazione, dato che non sono state riscontrate ferite da arma da taglio o da fuoco, suggerendo un gesto compiuto d'impulso.

Restano diversi elementi da chiarire. Esposito aveva raccontato a conoscenti di lavorare come ispettore per l'Arpac, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, ma l'ente ha escluso qualsiasi rapporto con lui. Anche l'Ordine dei Biologi ha confermato che non era iscritto all'albo professionale. Le indagini dovranno stabilire se si trattasse di una bugia raccontata a conoscenti o se l'uomo svolgesse effettivamente finte ispezioni.

Degli due telefoni cellulari di Esposito, uno è stato ritrovato nella sua abitazione, mentre dell'altro non vi è ancora traccia. Alcuni messaggi inviati da un amico risulterebbero recapitati nel pomeriggio di domenica, diverse ore dopo il ritrovamento del cadavere, elemento che potrebbe indicare che qualcuno abbia riacceso o spostato il dispositivo in un'area coperta dal segnale. Esposito conduceva una vita molto riservata: ripeteva di essere impegnato ogni mattina fino alle 15 e portava una fede all'anulare, pur non essendo chiaro se fosse effettivamente sposato.