Italian White Paper

Torna al dossier

Versione neutra

Finanza

Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi critica l'offerta di Intesa Sanpaolo e punta l'attenzione su BancoBpm

Professional in suit reviews financial charts and graphs on a monitor in a modern office setting.
Immagine simbolica · Kampus Production / Pexels

Fedeltà media

Arco delle fonti

4 fonti · lettura 2 min

Testo neutro generato da IA e revisionato da un editor umano prima della pubblicazione.

Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena ha espresso un parere preliminare critico sull'offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) lanciata da Intesa Sanpaolo, indicando perplessità sul prezzo, sui rischi antitrust e sulla struttura complessiva dell'operazione. Lo stesso cda ha nel contempo manifestato interesse per la proposta alternativa di BancoBpm, giudicata meritevole di un approfondimento più rigoroso. Sul prezzo, il cda di Siena ha evidenziato che il premio offerto da Intesa appare inferiore al livello medio osservato in operazioni comparabili nel settore bancario italiano. Secondo i calcoli del board, sulla base dei prezzi al 15 luglio 2026, il corrispettivo esprime uno sconto di circa il 3,3% rispetto al prezzo di mercato dell'azione MPS, ampliabile a circa il 6,2% considerando il dividendo interim programmato da Intesa per novembre. L'offerta valorizza MPS circa 30,6 miliardi di euro, con un maggior valore di 3,4 miliardi rispetto al valore di mercato del giorno precedente l'annuncio. Il cda ha tuttavia osservato che tale maggior valore rappresenterebbe solo una quota limitata delle sinergie prospettate da Intesa e non sembrerebbe riflettere il cambio di controllo e il successivo smembramento del gruppo. Le sinergie annunciate da Intesa, secondo il parere di Siena, risultano superiori rispetto a quelle osservate in aggregazioni comparabili, e il cda ha richiesto approfondimenti sulla loro effettiva conseguibilità e sostenibilità nel tempo. Il punto più critico riguarda i rischi antitrust. Il cda ha sottolineato che l'operazione determinerebbe un ulteriore rafforzamento della posizione di Intesa in numerosi comparti operativi, con un significativo impatto sul livello di concentrazione del sistema bancario italiano. Anche dopo la cessione di parte degli sportelli a Unipol, il completamento dell'offerta rimarrebbe subordinato alle valutazioni delle autorità competenti e alla possibile definizione di misure correttive, con effetti su perimetro, tempistiche e realizzabilità delle assunzioni industriali. Incognite aggiuntive riguardano il coinvolgimento di Generali, di cui MPS possiede il 13,1% tramite Mediobanca. Il cda ha segnalato elementi di incertezza sulle valutazioni delle autorità in merito al mercato delle assicurazioni vita e agli equilibri concorrenziali. Per quanto concerne la cessione di sportelli a Unipol, prevista nell'ambito dell'operazione, il cda ha rilevato che il corrispettivo pagato dalla compagnia bolognese, compreso tra 3,0 e 3,5 miliardi di euro, implicherebbe multipli di valutazione inferiori rispetto alle medie osservate per le banche italiane. Secondo il board, ciò solleva interrogativi sull'allocazione del valore tra i soggetti coinvolti e sul premio riconosciuto agli azionisti MPS. Il cda ha inoltre espresso preoccupazioni per la continuità del sostegno all'economia del territorio legato all'attuale rete distributiva, che verrebbe disgregata dall'operazione con Intesa. La proposta di BancoBpm, invece, è stata giudicata dal cda meritevole di un approfondimento completo, in quanto prospetta un'operazione industriale fondata sulla valorizzazione dell'intero perimetro di MPS e non presuppone la disaggregazione delle attività, della rete distributiva e del marchio della banca.