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PoliticaIl ministro degli Esteri spagnolo critica la posizione italiana sulla crisi di Ceuta

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Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha criticato la posizione del governo italiano in merito alla crisi migratoria di Ceuta, affermando che l'atteggiamento di Roma non è stato di solidarietà e sostegno come quello della stragrande maggioranza dei paesi dell'Unione Europea, bensì riconducibile a interessi di parte ed esigenze elettorali interne. Le dichiarazioni sono state riportate dal quotidiano El Pais e riprese da diverse agenzie e testate.
La crisi di Ceuta è scoppiata il 30 luglio, quando un afflusso di massa di migranti ha messo in evidenza la vulnerabilità del confine dell'exclave spagnola situata sulla costa marocchina. La situazione è rientrata nei giorni successivi, ma le tensioni diplomatiche tra Madrid e Roma sono proseguite. Il presidente della città autonoma di Ceuta, Juan Jesus Vivas, ha chiesto ad Albares un rafforzamento del confine per renderlo più sicuro e impedire che la vulnerabilità della città venga nuovamente messa alla prova.
Albares ha osservato che l'Italia registra un numero maggiore di ingressi irregolari rispetto alla Spagna e ha definito minimi i movimenti secondari di migranti irregolari dalla Spagna all'Italia, indicandoli sotto l'1 per cento. Il ministro spagnolo si è recato a Ceuta per valutare la situazione sul posto.
Il dibattito si inserisce nel quadro del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, che prevede un obbligo di solidarietà tra gli Stati membri ma in forma flessibile. Tra le opzioni previste c'è la possibilità di versare un contributo finanziario, indicato in circa 20.000 euro per ogni persona da reinsediare, in alternativa all'accoglienza diretta.
In riferimento a segnalazioni dei servizi spagnoli e italiani su un possibile nuovo tentativo di ingresso massivo il 15 agosto, Albares si è rivolto anche ai migranti in attesa in Marocco, invitandoli a non rischiare la vita e il proprio futuro. Il ministro ha ribadito che chiunque entri a Ceuta o Melilla in modo irregolare verrà rimpatriato.
Sul fronte politico italiano, il vicepremier Matteo Salvini ha rilanciato la sfida verso il governo spagnolo, dichiarando che il 15 agosto si vedrà se il premier Pedro Sanchez saprà difendere i confini. Diverse testate hanno inoltre riportato che il governo italiano starebbe trattando con Berlino per rallentare le espulsioni verso l'Italia, mentre non risulta confermata alcuna iniziativa formale in tal senso da parte tedesca.
Intanto le autorità svizzere hanno annunciato una serie di voli per il rimpatrio in Marocco di cittadini marocchini senza documenti. La Segreteria di Stato per la Migrazione svizzera ha indicato che nelle prossime settimane è previsto un aumento dei rimpatri, collegando indirettamente la decisione anche alle scene osservate a Ceuta.