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CronacaInchiesta Ranucci: piano di difesa predisposto per gli attentatori e indagine sui conti di Lavitola

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Nuovi dettagli sono emersi dall'inchiesta sull'attentato esplosivo al giornalista Rai Sigfrido Ranucci, avvenuto il 16 ottobre davanti alla sua abitazione. Secondo un'intercettazione pubblicata da Repubblica e citata negli atti dell'indagine, un piano di difesa per gli autori dell'attentato era stato predisposto poco dopo l'esplosione.
L'intercettazione riporterebbe istruzioni di rivolgersi a un avvocato individuato in anticipo, Sergio Cola, pronunciando solamente la parola "Gomes" come segnale di riconoscimento. Secondo gli investigatori, la scelta del legale non derivava dalla libera determinazione degli indagati, e anche il costo dell'assistenza legale era stato concordato in precedenza. Sergio Cola è attualmente il difensore di Valter Lavitola, indagato come presunto mandante dell'attentato.
Il piano, secondo la ricostruzione degli inquirenti, includeva anche istruzioni per gli esecutori materiali in caso di arresto: avrebbero dovuto dichiarare di essere stati incaricati da un albanese conosciuto a Ostia nell'ambito del traffico di droga. Per quanto riguarda un'eventuale fuga, agli attentatori veniva indicato di recarsi in Spagna, Austria o Francia, cosa che poi non hanno fatto.
Una figura centrale nella vicenda è Gomes Clesio Tavares, individuato dagli investigatori come intermediario tra i mandanti e gli esecutori materiali. Tavares avrebbe inviato le istruzioni dal Camerun, dove si trova attualmente. Gli investigatori stanno inoltre esaminando i conti finanziari di Valter Lavitola, in particolare il business dei carbon credit in Africa gestito insieme a Tavares, al fine di chiarire il movente.
Parallelamente, il deputato M5S Dario Carotenuto, ex componente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, ha ribadito la propria affermazione secondo cui il governo sarebbe il "mandante morale" dell'attentato. Parlando con Adnkronos, Carotenuto ha spiegato di riferirsi a un clima di tensione e di delegittimizzazione verso Ranucci e la sua trasmissione Report, alimentato da attacchi quotidiani provenienti dalla destra. Carotenuto ha precisato di non aver mai sostenuto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni o esponenti del governo abbiano ordinato l'attentato, ma che il clima ostile potrebbe aver favorito l'iniziativa di soggetti squilibrati.