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Cronaca

Iran, la salma di Ali Khamenei giunta alla Grande Moschea per i funerali

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La salma di Ali Khamenei, Guida suprema dell'Iran ucciso il 28 febbraio in attacchi militari di Stati Uniti e Israele, è giunta al complesso religioso della Grande Moschea di Mosalla a Teheran per l'avvio delle cerimonie funebri.

L'agenzia iraniana Irna ha riferito il trasferimento della salma alla moschea in vista dell'esposizione al pubblico. Il complesso resterà aperto giorno e notte fino a lunedì, secondo quanto riportato dall'agenzia Afp. Le cerimonie funebri sono previste durare circa sette giorni, dal 4 al 9 luglio, e si annunciano come le più grandi nella storia dell'Iran. Il governo iraniano ha annunciato la partecipazione attesa di fino a 20 milioni di persone.

Una processione con la salma sfilerà per le strade di Teheran prima di raggiungere la città santa di Qom martedì. Le cerimonie si concluderanno con la sepoltura presso il santuario dell'Imam Reza a Mashhad, città natale di Khamenei.

Quasi 100 paesi sono rappresentati ai funerali tramite delegazioni ufficiali, personalità e gruppi popolari, secondo il ministero degli Esteri iraniano, il quale ha precisato che i paesi europei che si sono schierati a sostegno della guerra contro la Repubblica islamica non sono stati invitati. Tra le personalità presenti figurano l'ex presidente russo Dmitry Medvedev, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e l'alto funzionario parlamentare cinese He Wei. È presente anche una delegazione dei talebani afghani, insieme al presidente della Regione del Kurdistan iracheno, al primo ministro armeno e a membri delle Forze di Mobilitazione Popolare irachene. Studiosi religiosi e intellettuali provenienti da vari paesi tra cui Indonesia, Afghanistan, Malesia, Libano, Norvegia, Tunisia, Senegal, India, Argentina e Messico hanno reso omaggio secondo i media iraniani.

Ahmad Vahidi, capo dei Pasdaran, ha fatto la sua prima apparizione pubblica dall'inizio della guerra, ed è stato fotografato mentre pregava sulla bara.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha scritto sui social che la morte della Guida suprema ha impresso un profondo dolore nel popolo iraniano e nella comunità islamica, aggiungendo che si tratta dell'inizio di una nuova stagione di solidarietà e resistenza. Ha invitato i cittadini di ogni etnia e orientamento politico a partecipare alle cerimonie.

La presenza di Mojtaba Khamenei, figlio della Guida suprema, alle cerimonie resta poco chiara.

I negoziati tra Stati Uniti e Iran, in corso in Qatar, sono stati sospesi per la durata del periodo funebre. Secondo Il Giornale, un secondo round di trattative è previsto per il 18 luglio. Il presidente statunitense Donald Trump, in un'intervista telefonica ad Axios, ha dichiarato di aver accettato di sospendere le trattative e le azioni offensive per una settimana per permettere agli iraniani di commemorare e seppellire Khamenei. Trump ha inoltre dichiarato di essere rimasto sorpreso nel vedere così tanti iraniani piangere al funerale, affermando di aver pensato che la gente lo odiasse, pur ipotizzando che potessero essere lacrime finte. Ha aggiunto che gli iraniani hanno accettato tutto ciò di cui gli Stati Uniti avevano bisogno per un accordo.

Secondo il New York Times, fonti statunitensi hanno indicato che Washington aveva messo in guardia l'Iran da un possibile piano israeliano contro il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, i massimi dirigenti iraniani incaricati di negoziare il cessate il fuoco con gli Stati Uniti.

Ghalibaf ha annunciato un accordo con l'Oman su un meccanismo per la navigazione nello Stretto di Hormuz, basato sull'articolo 5 del Memorandum d'intesa. L'Iran ha tuttavia avvertito che qualsiasi interferenza americana nello Stretto di Hormuz sarà seguita da una risposta decisa e rapida.