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PoliticaL'evento del campo largo a Napoli: contestazioni, bassa partecipazione e tensioni interne alla coalizione di centrosinistra

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L'evento del «campo largo», la coalizione di centrosinistra formata da Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, si è tenuto a Napoli in piazza del Gesù Nuovo. I quattro leader presenti erano Elly Schlein del Pd, Giuseppe Conte del M5S, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs. L'iniziativa, che aveva come slogan «Uniti si vince», aveva l'obiettivo di lanciare la coalizione verso le prossime elezioni politiche.
La manifestazione è stata contestata da un gruppo di attivisti di Potere al Popolo, formazione politica collocata a sinistra dell'attuale centrosinistra. I contestatori hanno interrotto l'inizio dell'evento con cori e accuse, ritardando la partenza di circa mezz'ora. Fratoianni è sceso tra la folla per tentare il dialogo con i contestatori; anche Conte ha provato a riprendere il controllo della piazza. Bonelli ha reagito con durezza, apostrofando i contestatori come «fascisti» e definendo la loro iniziativa «una provocazione inaccettabile».
Secondo Potere al Popolo, la partecipazione all'evento di Napoli è stata molto bassa: la formazione ha parlato di circa 300 presenti, definendo l'iniziativa un flop clamoroso. Fratoianni ha però respinto l'accusa di fallimento in un'intervista successiva, affermando che la piazza di Napoli è stata «quello che doveva essere», ovvero l'iniziativa unitaria di forze che lavorano per costruire l'alternativa alla destra, e che il campo largo c'è ed è in campo, e sarà implementato.
Secondo una ricostruzione de Il Foglio, il Partito democratico ha rimosso dal video della manifestazione caricato sul proprio canale YouTube la parte iniziale con la contestazione, facendo partire la registrazione direttamente con Bonelli già in fase di intervento, senza mostrare i momenti iniziali del dissenso. Il Pd non ha commentato ufficialmente questa versione.
Durante l'evento, Conte ha fatto riferimento a una «minaccia russa» che qualcuno vorrebbe «costruire» come pretesto per aumentare le spese della difesa. Il passaggio ha generato critiche interne alla coalizione. Lia Quartapelle ha dichiarato che a Napoli è mancata la volontà di affrontare la questione principale del nostro tempo, ovvero come gestire il duplice attacco a cui è sottoposta l'Europa, quello proveniente da Putin e quello proveniente da Trump. Quartapelle ha inoltre suggerito che l'assenza di uno sforzo per includere sensibilità moderate, liberali e civiche possa spiegare la difficoltà.
Matteo Renzi ha criticato l'evento, scrivendo che la manifestazione di Napoli dimostra in modo evidente che il campo largo Pd/M5S/Avs non basta per vincere, e che serve anche una componente riformista. Renzi ha sostenuto che spostare sempre più a sinistra la coalizione non funziona, perché ci sarà sempre qualcuno più a sinistra, come dimostra Potere al Popolo.
Potere al Popolo, attraverso il portavoce nazionale Giuliano Granato, ha annunciato l'intenzione di costruire un «campo popolare alternativo» sia alla destra sia al centrosinistra, riunendo realtà ambientaliste, sociali e pacifiste. Granato ha dichiarato che il movimento è disponibile al dialogo con tutte le realtà che condividono queste posizioni. Potere al Popolo si è già presentata alle ultime due elezioni politiche, nel 2018 e nel 2022, raccogliendo le firme necessarie in autonomia.
Anche all'interno del campo largo sono emerse preoccupazioni per l'assenza di componenti centriste. Secondo quanto riportato da Il Giornale, Simona Malpezzi ha commentato che «senza il centro non si va lontano».
La tappa successiva del campo largo, prevista a Padova, è stata rinviata. Le ragioni del rinvio non sono state comunicate ufficialmente.
Un articolo de La Stampa ha inoltre segnalato come il dibattito sulla questione delle minacce russe si intrecci con l'inchiesta in corso sullo spionaggio russo in Italia, sottolineando come le valutazioni politiche accompagnino il caso giudiziario.