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Politica

L'Iran chiude lo Stretto di Hormuz e colpisce navi commerciali, gli Usa lanciano nuovi raid su 140 obiettivi

Three weathered wooden ships rest on the sandy shore in Bushehr, Iran at sunset.
Immagine simbolica · Zahra Baghi / Pexels

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Testo neutro generato da IA e revisionato da un editor umano prima della pubblicazione.

La tensione nello Stretto di Hormuz è tornata a salire drasticamente. L'Iran ha annunciato la chiusura del passaggio marittimo «fino a nuovo avviso», nonostante la sua riapertura fosse uno dei punti previsti dal Memorandum of Understanding firmato lo scorso giugno. Poco prima dell'annuncio, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) ha colpito con un missile la nave mercantile M/V Gfs Galaxy, una portacontainer battente bandiera cipriota che stava tentando di attraversare lo Stretto. Una seconda nave commerciale è stata ugualmente colpita, secondo quanto riportato in modo concorde da diverse testate.

In risposta, gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di raid contro obiettivi iraniani. Secondo fonti militari americane, sono stati colpiti 140 obiettivi. Il sito Axios riferisce che gli attacchi hanno preso di mira radar di sorveglianza aerea e marittima, depositi di missili e droni, siti di lancio e batterie missilistiche terra-aria.

L'escalation si è rapidamente estesa al resto del Golfo. Gli Emirati Arabi Uniti sono stati colpiti da un attacco missilistico iraniano, il Bahrein ha attivato le sirene antiaeree e in Qatar sono state segnalate esplosioni nella capitale Doha. Le autorità locali, come riportato dal New York Times, indicano che gli attacchi sono arrivati poche ore dopo i raid statunitensi contro l'Iran.

Il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha dichiarato che «l'Iran ha fatto la scelta sbagliata, ora paga».

Gli sviluppi seguono il messaggio diffuso il giorno precedente da Mojtaba Khamenei, che ha giurato vendetta per la morte del padre, l'ayatollah Ali Khamenei. «È un desiderio della nostra nazione e deve certamente essere compiuto», ha dichiarato. Pur senza citare esplicitamente alcun nome, tra i ritenuti responsabili dell'uccisione della Guida Suprema, secondo il quotidiano iraniano Hamshahri, figurerebbero il presidente statunitense Donald Trump, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Il quotidiano ha pubblicato un'immagine che ritrae tredici presunti responsabili in uniforme arancione da detenuti, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio e il capo del Pentagono Pete Hegseth.

Trump aveva dichiarato sul social Truth: «Mille missili sono pronti al lancio e puntati contro la Repubblica Islamica dell'Iran se sarò ucciso». Il presidente ha aggiunto che «gli ordini sono già stati impartiti e l'esercito è pronto a distruggere completamente tutte le aree dell'Iran». Trump sostiene di essere il principale obiettivo di Teheran da giorni, ben prima dell'allarme lanciato da Israele su un presunto piano iraniano per assassinarlo.

Sul fronte diplomatico, il percorso verso un accordo di pace resta in stallo dopo gli ultimi attacchi. Dopo una missione a Teheran, funzionari del Qatar si sono recati a Muscat per nuovi colloqui tra Iran e Oman, nel tentativo di favorire una de-escalation che al momento appare ancora lontana. Presente il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Secondo Cbs, era attesa anche una delegazione statunitense ma all'ultimo momento non avrebbe partecipato.

Nella notte, prima dell'annuncio della chiusura di Hormuz, erano emerse le prime indiscrezioni dai colloqui. Secondo Cnn, l'Oman aveva proposto di dividere lo Stretto in due corridoi: quello nelle acque omanite con libera navigazione, quello nelle acque iraniane accessibile solo previa autorizzazione di Teheran. L'intesa, che secondo Axios i negoziatori iraniani erano pronti a sottoporre alla leadership, non prevedeva alcun pedaggio.