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Politica

La Commissione Ue raccomanda la revoca del finanziamento di due milioni alla Biennale di Venezia dopo la riapertura del padiglione russo

Brightly colored houses on a sunlit street in Burano, Venice, Italy, with two people enjoying the view.
Immagine simbolica · Vladimir Srajber / Pexels

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La Commissione europea ha raccomandato ufficialmente la revoca del finanziamento comunitario di due milioni di euro destinato alla Biennale di Venezia, dopo la decisione di riaprire il padiglione russo nell'ambito dell'esposizione inaugurata lo scorso maggio. A comunicarlo sui social è stata la vicepresidente esecutiva della Commissione Ue, Henna Virkkunen, che ha specificato come la raccomandazione sia stata trasmessa all'Agenzia esecutiva europea per l'istruzione e la cultura (Eacea), l'organismo incaricato della gestione dei fondi europei.

La decisione, ha spiegato Virkkunen, fa seguito a un'attenta valutazione delle risposte fornite dalla Biennale per giustificare la riapertura del padiglione russo, chiuso dal 2022 dopo l'invasione russa dell'Ucraina. La cultura in Europa, finanziata con i soldi dei contribuenti, dovrebbe promuovere e salvaguardare i valori democratici, ha dichiarato la vicepresidente, precisando che tali principi non sono rispettati nella Russia di oggi.

La riapertura del padiglione era stata decisa dal presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco. La scelta aveva incontrato l'opposizione del governo e in particolare del ministro della Cultura Alessandro Giuli, che aveva inviato degli ispettori a Venezia.

La Commissione Ue aveva già contestato la decisione, ritenendo possibile una violazione delle norme europee legate alle sanzioni contro Mosca. L'iter per la revoca del finanziamento era stato avviato ad aprile: il 23 aprile la revoca era stata comunicata ufficialmente alla Biennale, con la concessione di trenta giorni per modificare la decisione o fornire chiarimenti.

La riapertura del padiglione russo aveva scatenato anche diverse proteste a Venezia, tra cui le azioni del collettivo Pussy Riot e del gruppo Femen. Secondo alcune fonti, la Biennale avrebbe espresso l'intenzione di contestare la decisione.