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PoliticaLa Germania ha finanziato le Ong nel Mediterraneo, ora il nuovo governo sospende i fondi

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Tra il 2023 e la prima metà del 2025 il governo tedesco ha stanziato circa 5 milioni di euro, pari a circa 2 milioni all'anno, a favore di organizzazioni non governative che conducono missioni di soccorso nel Mediterraneo. I finanziamenti sono stati deliberati durante la legislatura guidata dal socialdemocratico Olaf Scholz e sostenuti in particolare dall'allora ministro degli Esteri Annalena Baerbock, dei Verdi. L'impegno a sostenere le missioni nel Mediterraneo figurava già nel contratto di coalizione del 2019. Il nuovo governo guidato da Friedrich Merz ha interrotto tali stanziamenti.
Le principali Ong tedesche operanti nel Mediterraneo fanno capo a United4Rescue, l'alleanza beneficiaria dei finanziamenti statali. I rendiconti dell'organizzazione indicano che nel 2023 e 2024 sono stati erogati 200mila euro annui alla nave Sea Watch 5, cui si sono aggiunti altri 200mila euro nel 2025. Nel 2022 United4Rescue aveva contribuito all'acquisto della stessa nave con 200mila euro. Altri finanziamenti documentati includono 100mila euro a Sos Humanity nel 2024, 465mila euro per l'acquisto della nave Sea-Eye 5 sempre nel 2024, e 200mila euro alla Sea-Eye 4 nel 2023 per lavori di manutenzione. Nel primo trimestre 2025 sono stati inoltre destinati 10mila euro a un'associazione di avvocati che assiste migranti sbarcati in Italia, mentre un progetto simile aveva ricevuto 30mila euro nel biennio 2024-25. United4Rescue ha ricevuto finanziamenti anche da donatori privati.
Secondo i dati forniti da United4Rescue, le navi dell'alleanza hanno soccorso circa 13mila persone dal 2020. La portavoce dell'organizzazione, Sasha Ockenden, ha dichiarato che nel contesto dei rimpatri previsti dal Regolamento di Dublino è irrilevante quale bandiera batta una nave di soccorso e che dopo lo sbarco spetta agli Stati avviare le procedure d'asilo. Ockenden ha inoltre affermato che le navi dell'alleanza si coordinano con le autorità europee per portare i sopravvissuti nel porto assegnato, generalmente in Italia.
La questione dei finanziamenti si intreccia con la disputa tra Italia e Germania sull'applicazione del Regolamento di Dublino. La Germania intende rimandare in Italia i migranti sbarcati sulle coste italiane e poi transitati in territorio tedesco. Il governo italiano nel dicembre 2022 aveva sospeso le nuove accoglienze fino all'entrata in vigore del nuovo patto europeo sulle migrazioni, avvenuta il 12 giugno 2025. Il Viminale ha indicato che dal 12 giugno dovrà esserci una compensazione tra i migranti che rientrano in Italia da altri Stati europei e quelli sbarcati da navi Ong battenti bandiera di quei Paesi.
L'Ong Sea Watch ha dichiarato di non aver mai ricevuto finanziamenti diretti dal governo tedesco, precisando che i fondi provenivano da United4Rescue, organizzazione che a sua volta ha ricevuto sovvenzioni statali. L'organizzazione ha ribadito che il soccorso in mare costituisce un obbligo e non una scelta politica. Sos Humanity, che non ha negato di aver beneficiato in passato di sovvenzioni statali tramite United4Rescue, ha annunciato un aumento del numero di navi operanti nel Mediterraneo.
Resta aperto il dibattito sul ruolo dei finanziamenti pubblici tedeschi alle Ong e sulla loro compatibilità con le politiche migratorie italiane. Il nuovo governo tedesco ha scelto di interrompere gli stanziamenti, mentre le organizzazioni coinvolte difendono la legittimità delle operazioni di soccorso e contestano le posizioni del governo italiano sulle responsabilità di sbarco e rimpatrio.