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CronacaLa Rai avvia verifiche interne sul caso Ranucci: la Commissione per il Codice Etico valuterà la gestione delle fonti di Report

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La Rai ha disposto l'avvio di verifiche interne in relazione alla vicenda riguardante il vicedirettore Sigfrido Ranucci e la trasmissione Report. La decisione è stata annunciata attraverso un comunicato ufficiale di Viale Mazzini, in cui l'azienda ha precisato che la Commissione per il Codice Etico, su impulso dell'Amministratore Delegato Giampaolo Rossi, procederà nei prossimi giorni alle attività istruttorie di propria competenza. La Rai ha definito l'iniziativa "un atto dovuto a tutela della Rai, delle persone coinvolte e dei principi che regolano l'attività del Servizio Pubblico".
Il comunicato richiama le linee guida dell'EBU e il vigente Contratto di Servizio, che impongono criteri netti per il giornalismo d'inchiesta, tra cui i principi di imparzialità, indipendenza, accuratezza nello svolgimento delle inchieste, verifica rigorosa delle fonti e gestione corretta delle medesime. Le verifiche riguarderanno il metodo di lavoro di Report, i rapporti con le fonti e le collaborazioni.
Da fonti interne della Rai è emerso che è stata scelta una verifica interna mirata e non un audit formale. Quest'ultimo, essendo una procedura più complessa, avrebbe richiesto un'autorizzazione da parte della procura, con il rischio di sovrapporsi alle indagini della magistratura. Non si esclude tuttavia che in futuro possa essere attivato anche un audit, qualora dovessero emergere situazioni che lo richiedano. Le valutazioni del Comitato Etico saranno poi sottoposte all'Amministratore Delegato per le eventuali conseguenze.
Il conduttore Sigfrido Ranucci, parte lesa nella vicenda dell'attentato subito a Pomezia lo scorso ottobre, ha replicato dichiarandosi "tranquillissimo" attraverso le agenzie di stampa e i propri canali social. Ranucci ha ricordato che Report ha già superato audit precedenti, tra cui quelli relativi ai casi Autogrill e Tosi, anch'essi incentrati sul metodo di lavoro e sulla gestione delle fonti, e ha affermato che la trasmissione "merita rispetto" per i suoi trenta anni di storia e il lavoro della redazione.
Su Facebook, Ranucci ha inoltre osservato che l'iniziativa della Rai è seguita a una richiesta del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, e ha sostenuto che tale richiesta sarebbe nata da "informazioni false riportate da alcuni giornali". L'azienda, secondo Ranucci, tutelerebbe la propria immagine ma non quella del conduttore, che definisce "in parte anche Rai".
Parallelamente, l'indagine giudiziaria continua. Valter Lavitola è indagato per l'attentato al giornalista. Il tribunale del Riesame sta valutando le istanze presentate dai difensori degli arrestati, che hanno chiesto l'annullamento della misura cautelare e la caduta dell'aggravante del metodo mafioso. Secondo quanto riportato da Lavitola, nella notte tra il 4 e il 5 luglio, dopo uno scambio di messaggi, Ranucci lo avrebbe chiamato telefonicamente intorno alle 3:30 del mattino e i due sarebbero rimasti al telefono per circa due ore. Gli inquirenti stanno esaminando questi contatti nell'ambito delle indagini sul movente. Lavitola ha inoltre dichiarato di essere convinto di andare in carcere e di conoscere le motivazioni dell'attentato pur non sapendo chi sia il mandante.
È stato inoltre sospeso "cautelativamente" il ciclo delle repliche estive di Report.