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CronacaLefebvriani, il Vaticano decreta la scomunica dopo le ordinazioni episcopali non autorizzate
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Il 30 giugno la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha celebrato nel seminario di Écône, in Svizzera, la consacrazione episcopale di quattro nuovi vescovi: Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier. La cerimonia, durata oltre tre ore, è stata officiata dal Superiore generale della Fraternità, Davide Pagliarani, con Alfonso de Galarreta come consacrante principale e Bernard Fellay come co-consacrante.
Le consacrazioni sono avvenute senza mandato pontificio e contro la volontà di Papa Leone XIV. Secondo il diritto canonico, questo tipo di atto costituisce una scomunica automatica, detta latae sententiae, che si applica ipso facto ai vescovi coinvolti. Il 2 luglio il Dicastero per la Dottrina della Fede, tramite un decreto firmato dal cardinale Víctor Manuel Fernández, ha formalizzato la scomunica, definendo l'atto di "natura scismatica".
Il documento vaticano precisa che i fedeli laici che aderiscono formalmente alla Fraternità sono da considerarsi anch'essi scismatici e scomunicati, mentre chi partecipa occasionalmente alle attività senza condividere pienamente la rottura con Roma non è automaticamente incluso: le situazioni individuali verranno valutate caso per caso, richiamando un documento del 1996. Il decreto avverte inoltre che i sacramenti amministrati dai ministri della Fraternità sono illeciti, e che in particolare confessioni e matrimoni celebrati da loro sono da considerarsi invalidi. Il Vaticano ha comunque ribadito la disponibilità ad accogliere chi desideri tornare in piena comunione con la Chiesa.
La Fraternità San Pio X ha replicato dicendo di rammaricarsi che le consacrazioni abbiano dovuto avvenire senza l'autorizzazione del Papa, sottolineando di non aver ottenuto un incontro personale con Leone XIV per esporre le proprie ragioni. Allo stesso tempo, ha definito le nuove ordinazioni una "grazia" per la Fraternità e per la Chiesa.
Un precedente analogo risale al 1988, quando monsignor Marcel Lefebvre ordinò quattro vescovi senza il consenso di Giovanni Paolo II, tra cui gli stessi de Galarreta e Fellay, venendo scomunicato. Nel 2009 Benedetto XVI revocò quella scomunica.
Prima delle nuove ordinazioni, la Fraternità contava circa 2 vescovi, 751 sacerdoti, 264 seminaristi, 145 religiosi, 88 oblati e 250 suore, e dichiara circa mezzo milione di fedeli nel mondo. Secondo alcune fonti, alla cerimonia di Écône erano presenti circa ventimila persone.
Alla cerimonia hanno partecipato anche esponenti di area di estrema destra, tra cui l'ex parlamentare Mario Borghezio e Roberto Fiore di Forza Nuova, la cui presenza è stata riportata da alcune testate come segnale di un possibile avvicinamento tra ambienti lefebvriani e movimenti di estrema destra. Secondo lo storico Agostino Giovagnoli, intervistato da Open, lo scisma si inserirebbe in un contesto di ascesa dell'estrema destra e potrebbe favorire un uso politico dei simboli religiosi da parte di quest'area politica; si tratta tuttavia di un'interpretazione, non di un fatto accertato, e non tutte le testate hanno riportato questi elementi o le stesse valutazioni.
Papa Leone XIV ha commentato l'episodio affermando che "lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità".
Sul piano liturgico, la scomunica è la pena più grave prevista dal diritto canonico, inflitta per colpe gravi e ostinate come eresia, scisma o apostasia; comporta l'esclusione dalla comunità ecclesiale e dai sacramenti, ma è reversibile in caso di pentimento. La Fraternità San Pio X celebra la messa tridentina, in uso fino al Concilio Vaticano II, interamente in latino salvo l'omelia, con il sacerdote rivolto "ad orientem", cioè con le spalle ai fedeli, secondo la prassi liturgica pre-conciliare.