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Politica

Mosca espelle l'addetto militare italiano e un collaboratore: ritorsione dopo l'espulsione di due militari russi accusati di spionaggio

Exterior of the Japanese Embassy in Kyiv, featuring the national flag and urban landscape.
Immagine simbolica · Oleksandr Plakhota / Pexels

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Testo neutro generato da IA e revisionato da un editor umano prima della pubblicazione.

La Federazione Russa ha comunicato l'espulsione dell'addetto militare italiano a Mosca e di un suo collaboratore. La decisione è giunta dopo la convocazione dell'incaricato d'affari italiano a Mosca, Giovanni Scopa.

Secondo quanto dichiarato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, la mossa di Mosca costituisce una ritorsione in risposta all'espulsione dall'Italia di due addetti militari russi accusati di spionaggio. Tajani ha definito la contromossa russa una ritorsione, specificando che i due militari russi erano stati allontanati dall'Italia nell'ambito di un'inchiesta avviata dalla Procura di Roma per presunta attività di spionaggio.

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha confermato che l'espulsione dei diplomatici italiani rappresenta una misura di ritorsione nei confronti di Roma.

L'episodio si inserisce in un quadro di tensione diplomatica tra Italia e Russia, legato alle indagini per spionaggio condotte dalle autorità italiane. Le modalità e i tempi dell'espulsione dei due militari russi dall'Italia, così come le circostanze specifiche dell'inchiesta della Procura di Roma, non sono state descritte in dettagio dalle fonti disponibili.