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Cronaca

Omicidio di Manuel Mastrapasqua: confermati in appello 27 anni per Daniele Rezza

A classic study room with shelves of books, a gavel, and Lady Justice figurine on a green table.
Immagine simbolica · KATRIN BOLOVTSOVA / Pexels

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Testo neutro generato da IA e revisionato da un editor umano prima della pubblicazione.

La Corte d'Assise d'Appello di Milano ha confermato la condanna a 27 anni di reclusione per Daniele Rezza, già disposta in primo grado il 2 luglio 2025, per l'omicidio di Manuel Mastrapasqua, avvenuto l'11 ottobre 2024 a Rozzano, nel milanese. La vittima, di ritorno dal lavoro, era stata aggredita e uccisa con una coltellata durante una rapina finalizzata al furto di un paio di cuffie wireless del valore di circa 14 euro.

La Corte, presieduta dalle giudici Ivana Caputo e Franca Anelli, ha riconosciuto le accuse di rapina aggravata e di omicidio volontario aggravato dalla minorata difesa, concedendo attenuanti generiche equivalenti. È stata invece esclusa l'aggravante dei futili motivi, già non riconosciuta in primo grado. Il termine per il deposito delle motivazioni è stato fissato al 20 settembre.

Durante il processo di appello era stata disposta una perizia psichiatrica sull'imputato, richiesta dalla difesa, che ha stabilito la piena capacità di intendere e di volere di Rezza al momento dei fatti. La perizia, condotta dalla psichiatra Mara Bertini, ha rilevato alterazioni clinicamente significative nella regolazione delle emozioni e nell'aggressività, ma ha escluso che queste integrassero la nozione giuridica di infermità mentale.

La difesa, rappresentata dall'avvocata Tiziana Bacicca, aveva chiesto una riduzione della pena e l'ammissione alla giustizia riparativa, sostenendo la fragilità dell'imputato. Quest'ultima richiesta era già stata respinta in primo grado e ha incontrato nuovamente l'opposizione della famiglia della vittima.

I familiari di Manuel Mastrapasqua, parti civili assistiti dall'avvocata Roberta Minotti, si sono detti soddisfatti per il mancato abbassamento della pena e hanno ribadito il rifiuto della giustizia riparativa. Il fratello della vittima, Michael Mastrapasqua, ha dichiarato che le scuse dell'imputato, formulate a un anno di distanza dai fatti, non sono ritenute credibili dalla famiglia. La legale delle parti civili ha definito le scuse "processuali", formulate per convenienza e non accompagnate da un effettivo segno di pentimento.

Sono stati confermati i risarcimenti a carico dell'imputato a favore delle parti civili, la madre e i due fratelli della vittima.