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Cronaca

Omicidio di Saman Abbas: la Cassazione rende definitive le condanne per i familiari

A gavel striking a sound block, symbolizing justice and legal authority in a courtroom setting.
Immagine simbolica · KATRIN BOLOVTSOVA / Pexels

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La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi degli imputati, rendendo definitive le condanne per l'omicidio di Saman Abbas, la 18enne pachistana uccisa nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 a Novellara, in provincia di Reggio Emilia.

La Suprema Corte ha confermato i quattro ergastoli inflitti il 18 aprile dello scorso anno dalla Corte di Appello di Bologna ai genitori della ragazza, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, e ai cugini Noman Ul Haq e Ijaz Ikram, accusati di omicidio e soppressione di cadavere. Confermata anche la pena di 22 anni di reclusione per lo zio Danish Hasnain, che in primo grado era stato condannato a 14 anni: la pena è stata aumentata in Appello dopo il riconoscimento delle aggravanti di premeditazione e motivi abietti, valutate equivalenti alle circostanze attenuanti generiche già concesse per la collaborazione prestata per il ritrovamento del corpo.

In primo grado i cugini erano stati assolti; la Corte di Appello ha ribaltato quella decisione, condannandoli all'ergastolo con il riconoscimento delle aggravanti di premeditazione e motivi abietti. La Cassazione ha accolto la richiesta della procura generale, con l'avvocato generale Marco Dall'Olio, che all'udienza del 17 giugno aveva sostenuto che si trattava di un'azione premeditata e non di un delitto d'impeto.

Secondo l'accusa, la giovane fu uccisa per essersi opposta a un matrimonio combinato e per aver intrapreso uno stile di vita ritenuto incompatibile con le tradizioni familiari. Prima della morte, quando aveva ancora 17 anni, Saman si era rivolta ai servizi sociali per denunciare i genitori per maltrattamenti e induzione al matrimonio. Era poi tornata a casa, ma i parenti le avevano fatto sparire i documenti.

La ragazza è stata uccisa per strangolamento nel vialetto davanti a casa e sepolta in una buca scavata sotto un rudere a circa 100 metri dall'abitazione familiare. Ad allertare le forze dell'ordine era stato il fidanzato della giovane. Il corpo è stato ritrovato il 18 novembre 2022, dopo che lo zio, fuggito all'estero e catturato a Parigi, ha indicato agli investigatori il luogo della sepoltura.

L'avvocata Maria Teresa Manente, dell'associazione Differenza Donna costituita parte civile, ha commentato che la sentenza conferma che Saman è stata uccisa per aver rivendicato il diritto di scegliere la propria vita, definendo l'atto una punizione legata a un ordine familiare patriarcale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che non c'è spazio per chi nega la libertà delle donne.