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CronacaOndata di caldo record in Italia, gli esperti propongono strategie di adattamento urbano

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L'ondata di calore che colpisce l'Italia è destinata a protrarsi per almeno dieci giorni, fino a oltre Ferragosto. Le previsioni indicano che l'anticiclone africano continuerà a dominare il panorama meteorologico, con una possibile ma modesta flessione delle temperature intorno al 19 agosto. Il mese di luglio 2026 è stato il più caldo mai registrato in Italia, con una temperatura media dell'emisfero Nord al 31 luglio pari a 22,72 gradi centigradi, rispetto ai 22,37 di due anni prima.
Sono 26 le città italiane segnate con il bollino rosso di allerta caldo del ministero della Salute, numero previsto in diminuzione a 21 a partire dall'8 agosto. Al Nord sono attesi temporali di calore che potrebbero portare un lieve calo termico. Sono stati rilevati 48 gradi sull'asfalto della stazione centrale di Napoli. Il ricercatore del Cnr Marco Morabito ha definito la situazione non più emergenziale ma strutturale, osservando che ogni anno si registrano nuovi record in termini di anticipo degli eventi estremi.
Gli esperti concordano sulla necessità di adattare le città e le abitazioni alle temperature elevate. Morabito suggerisce interventi sui tetti, che dovrebbero essere bianchi o di colorazione chiara per aumentare l'albedo, la capacità di riflettere la radiazione solare, e lo stesso principio applicato alle pavimentazioni. Raccomanda inoltre l'uso di vernici rinfrescanti, materiali che riducono l'accumulo di calore, pavimentazioni drenanti e schermature solari esterne come frangisole e tende per impedire alla radiazione solare di raggiungere direttamente le superfici vetrate.
Il verde urbano rappresenta un altro pilastro delle strategie di adattamento. Morabito sottolinea l'importanza delle zone di riforestazione urbana per il raffrescamento attraverso l'evapotraspirazione, l'ombreggiamento, l'intercettazione degli inquinanti e la gestione delle acque piovane. Il geologo Mario Tozzi aggiunge che non basta aggiungere singoli elementi naturali ma occorre dare continuità alla vegetazione, creando boschi urbani. Daniele Pileri del Politecnico di Milano propone di ridimensionare strade e parcheggi e potenziare i trasporti pubblici.
Alcune città europee e internazionali hanno già avviato strategie di questo tipo. Barcellona ha adottato il piano dei superblocchi, con 160 ettari di verde in più previsti entro il 2030 rispetto al 2015, almeno nove ettari di nuove superfici ombreggiate, pavimentazioni drenanti e fontane in tutti i distretti. Parigi ha creato boschi urbani in piazze del centro come l'Hôtel de Ville. Medellín, in Colombia, ha piantato 200 mila alberi e realizzato 35 corridoi verdi che collegano diverse aree della città.
I rifugi climatici, spazi climatizzati come cinema o centri commerciali, sono considerati dagli esperti una misura di emergenza utile per le persone più fragili ma non una strategia di lungo periodo. Tozzi osserva inoltre che l'aria condizionata rinfresca gli interni ma espelle calore all'esterno, contribuendo ad aumentare la temperatura cittadina, mentre gli alberi assorbono quel calore.
Il dibattito include anche la necessità di ridurre le emissioni di gas serra. Tozzi avverte che l'adattamento da solo rischia di diventare insufficiente se non accompagnato dalla riduzione delle emissioni, poiché un'infrastruttura progettata per un aumento di due gradi potrebbe non essere adeguata se il riscaldamento raggiungesse quattro gradi. Morabito e il professor Lorenzo Giovannini descrivono le attuali condizioni come una nuova normalità estiva destinata ad aggravarsi negli anni futuri.