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CronacaPapa Leone a Lampedusa, omaggio alle tombe dei migranti e appello all'Ue per una "responsabilità epocale"
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Papa Leone si è recato a Lampedusa il 4 luglio 2026 per una visita incentrata sull'omaggio ai migranti che hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Al suo arrivo, le sue prime parole sono state: "Il mondo di oggi e di domani sia più umano, per tutti". Il Pontefice si è recato presso il cimitero locale, dove ha deposto fiori bianchi e gialli sulle tombe dei migranti morti in mare. Ha poi attraversato da solo la Porta d'Europa, il memoriale dedicato a chi attraversa il Mediterraneo in cerca di salvezza. Successivamente è sceso sulla scogliera e si è fermato a scrutare il mare. Durante la visita, una raffica di vento gli ha strappato lo zucchetto, caduto in acqua. Nel suo intervento, Papa Leone ha parlato di una "responsabilità epocale" per l'Unione Europea in materia migratoria. Ha definito le vittime "le vittime delle decisioni mancate", affermando che le tragedie derivano da scelte prese o non prese. Ha inoltre detto che chi arriva va accolto e protetto. Prima della visita alla Porta d'Europa, il Papa ha incontrato migranti e operatori umanitari. L'arcivescovo di Agrigento, monsignor Damiano, ha descritto la visita come "un messaggio chiaro, una carezza a quegli uomini e a quelle donne che a Lampedusa hanno trovato la fine del loro viaggio", e ha chiesto all'Unione Europea di fare un esame di coscienza. Secondo La Stampa, il parroco dell'isola ha affermato che le nuove regole disumanizzano le migrazioni e abbandonano gli ultimi.