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PoliticaPatente a 17 anni e modifiche alle multe: le proposte del Mit per il Codice della strada

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Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha inviato a oltre cento operatori e associazioni di settore una serie di proposte di revisione del Codice della strada, con l'obiettivo di completare un processo di consultazione e arrivare a un testo che tenga conto delle esigenze degli automobilisti e della sicurezza della circolazione. Le ipotesi sono circa quindici e riguardano giovani automobilisti, motociclisti, rider, persone con disabilità e sicurezza stradale. Al momento si tratta di proposte allo studio: successivamente si valuterà quali si tradurranno in norme.
Tra le principali novità annunciate vi è l'abbassamento dell'età minima per conseguire la patente B da 18 a 17 anni. Considerando che la riforma entrata in vigore il 14 dicembre 2024 ha previsto per i neopatentati la possibilità di guidare auto più potenti, la nuova misura permetterebbe ai giovani di mettersi alla guida di un'auto da circa 142 cavalli già a 17 anni.
Il ministero propone inoltre l'obbligo di casco e contrassegno per i cosiddetti cicli a propulsione, cioè bici elettriche più potenti utilizzate anche dai rider per le consegne a domicilio. Tuttavia, questo obbligo è già previsto dalla normativa italiana: i cicli a propulsione, disciplinati dal Regolamento Ue 168/2013, sono considerati ciclomotori se non rispettano le caratteristiche dei velocipedi a pedalata assistita. Per questi mezzi sono già obbligatori casco, contrassegno, assicurazione e patente AM. L'intervento del ministero avrebbe quindi funzione di regolamentazione più chiara di un obbligo già esistente.
Una parte significativa delle proposte riguarda le multe. Il Mit lavora a sanzioni più semplici e proporzionate alla gravità effettiva delle violazioni. In particolare, in autostrada si ipotizza una sanzione di 10 euro per ogni chilometro orario oltre il limite: con il limite a 130 km/h, viaggiare a 140 comporterebbe 100 euro di multa, mentre a 170 km/h la sanzione arriverebbe a 400 euro. Sulle strade con limite di 50 o 30 km/h la multa sarebbe di 5 euro per ogni chilometro orario in eccesso. Va evidenziato che la proporzionalità delle sanzioni è già prevista nel Codice della strada, dove si tiene conto della gravità della violazione, dell'opera svolta dall'agente per eliminarne le conseguenze e delle condizioni economiche del trasgressore.
Il ministero annuncia inoltre la riduzione da 90 a 30 giorni del termine per la notifica dei verbali relativi agli accertamenti da remoto, come autovelox, telecamere nelle Ztl e altri dispositivi automatici. Il nuovo termine graverebbe sull'ente accertatore, in particolare Comuni e Polizie locali, che dovrebbe gestire più rapidamente l'acquisizione delle immagini, la verifica e la notifica. In caso di mancato rispetto del termine, la sanzione non potrebbe più essere contestata, a vantaggio del trasgressore.
Il Mit propone anche lo stop all'aumento automatico delle multe legato all'inflazione, con adeguamento solo in presenza di aumenti superiori al 5%, e una disciplina più semplice dell'autotutela per richiedere l'annullamento dei verbali errati. È prevista inoltre una stretta sui veicoli senza assicurazione, con controlli rafforzati tramite le banche dati della Motorizzazione, possibile sequestro immediato al primo controllo su strada, raddoppio delle sanzioni, maggiore decurtazione dei punti e sospensione della patente fino a 15 giorni.
Il ministero annuncia anche una stretta sulle sanzioni non pagate da conducenti stranieri nei cinque anni successivi alla violazione, con possibilità di riscossione coattiva nei confronti di chi circola in Italia con il veicolo con cui è stata commessa l'infrazione. Per i motociclisti è allo studio l'utilizzo della corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o forti rallentamenti, garantendo sempre il passaggio dei mezzi di soccorso, e la riduzione delle sanzioni per le moto parcheggiate in divieto di sosta.
Infine, il Mit valuta l'introduzione del sorpasso a destra su autostrade e superstrade a tre corsie, attraverso la circolazione per file parallele. È prevista anche l'introduzione dell'obbligo per i Comuni di aderire alla piattaforma CUDE per il contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità, con l'impossibilità di utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza delle violazioni relative alla sosta e alle Ztl in caso di inottemperanza. Il ministero propone inoltre che il 70% dei proventi delle sanzioni venga reinvestito in interventi per la sicurezza stradale e il 30% rimanga all'ente accertatore per le attività di controllo e notifica.