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Cronaca

Pirlo commissario tecnico: tra polemiche sullo sponsor russo e dubbi di conflitto d'interessi, la nomina resta in bilico

Panoramic view of the Berlin Federal Chancellery during twilight, showcasing modern architectural design.
Immagine simbolica · Pixabay / Pexels

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Andrea Pirlo, ex campione del mondo con l'Italia nel 2006 e attualmente allenatore del Dubai United in Austria, è il candidato designato a ricoprire il ruolo di commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio. La nomina, voluta dal direttore tecnico Paolo Maldini e dal consulente Leonardo, non è ancora stata formalizzata dal presidente della Figc Giovanni Malagò ed è ora circondata da crescente incertezza.

Nelle ultime giorni si sono aperti due fronti di dibattito. Il primo riguarda il ruolo di Pirlo come testimonial per il bookmaker russo Fonbet. Pirlo è intervenuto direttamente sulla questione attraverso un messaggio sui social network, esprimendo "grande amarezza" e affermando che il contratto con Fonbet non ha significati politici. Nel messaggio ha menzionato Maldini e Leonardo ma non ha citato il presidente Malagò. Secondo alcune ricostruzioni, Pirlo sarebbe pronto a interrompere il rapporto commerciale con Fonbet in caso di nomina a commissario tecnico.

Il secondo fronte di discussione concerne un possibile conflitto di interessi legato all'attività professionale dei figli di Pirlo e Maldini. Nicolò Pirlo lavora presso la sede milanese di You First/Garsh Sports, agenzia che rappresenta diversi protagonisti del calcio internazionale, mentre Christian Maldini collabora con Gr Sports, agenzia di Giuseppe Riso. Entrambi operano nel mondo dell'intermediazione calcistica. Il precedente di Marcello Lippi, che nel 2016 rinunciò all'incarico di direttore tecnico federale per evitare un conflitto di interessi legato all'attività del figlio Davide come procuratore iscritto all'albo, è stato richiamato in questa sede. Tuttavia, secondo la normativa federale, Nicolò Pirlo e Christian Maldini non risultano iscritti al Registro nazionale degli agenti sportivi, non avendo sostenuto l'esame di abilitazione né ottenuto l'iscrizione. Questa differenza formale rende la loro posizione diversa da quella di Davide Lippi all'epoca.

Pur in assenza di un'incompatibilità formale, alcune voci dell'ambiente calcistico, inclusi alcuni club di Serie A, ritengono opportuno che i figli facciano un passo indietro per evitare qualsiasi sospetto. La questione potrebbe essere affrontata nel corso del Consiglio federale del 28 luglio.

Secondo ricostruzioni del Corriere della Sera, Pirlo avrebbe giudicato strumentali le polemiche e segnalato una presunta contraddizione, chiedendo perché il Mondiale sia stato disputato negli Stati Uniti, paese in conflitto con l'Iran. La stessa fonte segnala che Malagò non si sarebbe fatto sentire con Pirlo per tranquillizzarlo nella giornata in questione.

Il quadro complessivo è divenuto sempre più delicato. Secondo alcuni resoconti, Malagò avrebbe intensificato i contatti con Maldini per valutare l'evoluzione della situazione. Qualora l'accordo con Pirlo saltasse, i nomi di Roberto Mancini e Antonio Conte vengono indicati come alternative, con Mancini attualmente considerato favorito. È stato inoltre riportato che Maldini potrebbe valutare un passo indietro qualora la nomina del tecnico da lui scelto non andasse in porto.

Il processo di nomina del nuovo commissario tecnico rimane quindi aperto, in attesa delle decisioni del presidente della Figc e del Consiglio federale.