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Cronaca

Pirlo ct della Nazionale: Malagò rinvia il via libera tra polemiche e dubbi

Close-up of a coach using a basketball tactics board to plan game strategy indoors.
Immagine simbolica · Coen Crevels / Pexels

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6 fonti · lettura 2 min

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La nomina di Andrea Pirlo come commissario tecnico della Nazionale italiana, proposta dal direttore tecnico Paolo Maldini con il supporto del consulente Leonardo, non è ancora stata formalizzata. La decisione finale spetta al presidente della Figc Giovanni Malagò, che ha rinviato il via libera in un contesto di crescente attenzione pubblica.

Secondo diverse ricostruzioni, Pep Guardiola era stato inizialmente contattato ma ha declinato l'offerta. Tra gli altri candidati presi in considerazione figurano Roberto Mancini e Antonio Conte. Diversi club di Serie A sarebbero favorevoli a Conte, secondo fonti riportate dalla stampa.

Attorno alla candidatura di Pirlo sono emerse diverse questioni dibattute. La prima riguarda il suo ruolo di testimonial per la società di scommesse russa Fonbet, un rapporto commerciale che, secondo quanto riportato da più testate, dovrebbe essere interrotto in caso di approdo a Coverciano. Pirlo ha pubblicato un messaggio sui social in cui ha espresso "grande amarezza" e ha precisato che il contratto con Fonbet non ha significati politici. Nel medesimo messaggio ha menzionato Maldini e Leonardo, ma non Malagò. Secondo un articolo del Corriere della Sera, Pirlo avrebbe inoltre posto la questione del perché si sia disputato il Mondiale negli Stati Uniti, paese in guerra con l'Iran, se il suo legame commerciale con la Russia è considerato problematico.

Una seconda questione riguarda un possibile conflitto di interessi legato all'attività professionale dei figli di Pirlo e Maldini. Nicolò Pirlo lavora come intermediario e scout presso l'agenzia You First/Garsh Sports, mentre Christian Maldini collabora con Gr Sports, agenzia di Giuseppe Riso. Entrambe le agenzie rappresentano calciatori del mondo del calcio italiano. Tuttavia, né Nicolò Pirlo né Christian Maldini hanno sostenuto l'esame di abilitazione né risultano iscritti al Registro nazionale degli agenti sportivi, il che rende la loro posizione formalmente diversa dal precedente di Marcello Lippi. Nel 2016, Lippi aveva infatti rinunciato all'incarico di direttore tecnico federale perché il figlio Davide era un procuratore regolarmente iscritto all'albo, configurando una incompatibilità formale secondo la normativa federale.

Secondo ricostruzioni giornalistiche, Malagò avrebbe intensificato i contatti con Maldini per valutare una situazione diventata più complessa del previsto. Non è escluso che la questione possa essere affrontata nel Consiglio federale previsto per il 28 luglio. Sempre secondo le medesime ricostruzioni, Malagò in una giornata recente non avrebbe contattato Pirlo per rassicurarlo, a differenza di quanto fatto il giorno precedente, un dettaglio interpretato da alcuni osservatori come segnale che la nomina potrebbe essere a rischio.

Nel caso in cui l'accordo con Pirlo dovesse saltare, Maldini potrebbe valutare un passo indietro dal proprio ruolo, secondo quanto riportato dal quotidiano la Repubblica. Anche lo scrittore Maurizio De Giovanni si è rivolto pubblicamente a Malagò attraverso una lettera aperta pubblicata da La Stampa, mettendo in discussione la scelta di Pirlo e suggerendo di prendere in considerazione Carlo Baldini.

Pirlo, 47 anni, si trova attualmente in Austria in ritiro con il Dubai United, squadra di cui è allenatore, in attesa di una decisione definitiva da parte della federazione.