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Politica

Revisione del Ddl sicurezza: verso l'estensione del fermo preventivo alla polizia locale

Police officers stand guard outside the European Parliament building in Brussels, Belgium.
Immagine simbolica · Ieva Brinkmane / Pexels

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3 fonti · lettura 2 min

Testo neutro generato da IA e revisionato da un editor umano prima della pubblicazione.

Il governo si prepara a rimettere mano al Ddl sicurezza, con una misura volta a rafforzare le disposizioni contro le cosiddette baby gang o maranza. Secondo quanto riportato dalla stampa, è prevista una riunione tecnica a Palazzo Chigi per definire gli ultimi dettagli del testo, che potrebbe poi arrivare in Consiglio dei ministri. L'ipotesi principale allo studio, confermata anche dall'agenzia Ansa, riguarda l'estensione del fermo preventivo ai vigili urbani e alla polizia locale. Il fermo preventivo è la misura che consente alle forze dell'ordine di trattenere una persona fino a 12 ore senza l'autorizzazione di un giudice quando esiste un pericolo concreto per l'ordine pubblico. Secondo fonti di governo citate dal Messaggero, l'articolo è ancora da definire, ma il provvedimento è considerato vicino al via libera. L'accelerazione seguirebbe gli ultimi episodi di violenza urbana, in particolare un'aggressione avvenuta nei pressi del Colosseo a Roma, dove un gruppo di giovani ha preso di mira due volanti della polizia locale. Nei giorni successivi il Viminale ha lanciato un'operazione straordinaria nella zona, con oltre 350 persone identificate, 10 arresti e 9 denunce. Il ministro dell'Interno ha inoltre reso noto che un diciottenne egiziano coinvolto in quell'aggressione è stato espulso e rimpatriato in Egitto, dopo una valutazione della sua pericolosità sociale. La misura si innesterebbe su un impianto normativo già esistente. Le prime disposizioni anti-maranza erano contenute nel decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 5 febbraio e divenuto legge alla Camera ad aprile. Il decreto prevede che chi porta fuori casa, senza un motivo valido, un coltello con lama di almeno 8 centimetri rischia da sei mesi a tre anni di carcere, con l'aggravante se il fatto avviene su treni o autobus. Per le lame sotto i 5 centimetri non serve giustificazione, grazie a una deroga approdata in Senato. Sono previste anche sanzioni da 500 a 3.000 euro per i negozianti che vendono coltelli ai minori. Nel dibattito politico è stato sollevato anche il tema degli organici delle forze dell'ordine, mentre l'opposizione ha criticato l'approccio del governo.