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Politica

Starmer tra Mondiali e dimissioni: battuta su Trump e cartellino rosso nell'ultima interrogazione

Captivating aerial view of Westminster Palace, Big Ben, and River Thames in London, UK.
Immagine simbolica · Gianluca Pugliese / Pexels

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Arco delle fonti

28 fonti · lettura 1 min

Testo neutro generato da IA e revisionato da un editor umano prima della pubblicazione.

Nell'ultima sessione di interrogazioni al primo ministro prima di lasciare l'incarico, Keir Starmer ha aperto con una battuta, annunciando un impegno televisivo per seguire la semifinale dei Mondiali tra Inghilterra e Argentina. Il deputato conservatore Graham Stuart lo ha paragonato ironicamente a Jude Bellingham, immaginandolo come il giocatore capace di segnare il gol decisivo prima di essere "espulso" dalla politica con un cartellino rosso da parte dei deputati del suo stesso partito. Starmer ha raccolto la battuta rispondendo con ironia, definendola probabilmente la prima e l'ultima volta che viene paragonato a Jude Bellingham. Ha poi fatto riferimento alle polemiche nate dopo l'intervento pubblico con cui il presidente americano Donald Trump aveva chiesto alla FIFA di annullare il cartellino rosso mostrato al difensore della nazionale statunitense Chris Richards durante la partita dei quarti di finale contro il Marocco. Starmer ha dichiarato di aver ricevuto numerosi messaggi perché intervenisse anche sul cartellino rosso dell'Inghilterra, precisando di non averlo fatto. Ha concluso affermando di non essere interessato al risultato, purché vinca l'Inghilterra.