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Finanza

Trump impone nuovi dazi tra il 10 e il 12,5 per cento a oltre 60 paesi

A bustling port with shipping containers and cranes, showcasing global trade.
Immagine simbolica · Daisa TJ / Pexels

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4 fonti · lettura 1 min

Testo neutro generato da IA e revisionato da un editor umano prima della pubblicazione.

L'amministrazione Trump ha ufficializzato nuovi dazi compresi tra il 10% e il 12,5% sulle importazioni provenienti da oltre 60 partner commerciali, tra cui Unione Europea, Regno Unito, Giappone, Corea del Sud, India e Canada. Le tariffe sono entrate in vigore a partire da venerdì a mezzanotte, ora di Washington.

Le misure arrivano dopo che la Corte Suprema, a inizio febbraio, aveva annullato gran parte delle tariffe precedentemente imposte dall'amministrazione Trump al suo ritorno alla Casa Bianca. I nuovi dazi sostituiscono quindi una misura provvisoria del 10% già adottata in via temporanea, evitando un vuoto normativo tra le due fasi.

La base legale del provvedimento fa riferimento a un'indagine condotta dall'ufficio del rappresentante commerciale degli Stati Uniti ai sensi della sezione 301 del Trade Act del 1974, relativa alle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. Il rappresentante commerciale Jamieson Greer ha dichiarato che l'obiettivo delle tariffe è ripristinare l'equità nel mercato globale per i lavoratori americani e spingere i partner commerciali a eliminare il lavoro forzato dalle catene di approvvigionamento globali.

Secondo quanto ricostruito dal Financial Times, il pacchetto prevede esenzioni per petrolio, gas e fertilizzanti, oltre ad altri beni non prodotti internamente negli Stati Uniti, e deroghe per i prodotti già sottoposti a tariffe separati legate alla sicurezza nazionale. Restano fuori dal provvedimento i beni già sottoposti a tariffe specifiche di settore.

Le nuove tariffe coprono oltre il 99% dell'interscambio commerciale statunitense. La misura è l'ultimo di una serie di provvedimenti tariffari annunciati nelle settimane precedenti, tra cui dazi del 50% su alcune merci canadesi e del 25% su diversi prodotti brasiliani.