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Cronaca

Valsusa, fermi ed espulsioni dopo i tafferugli. Al movimento No Tav la responsabilità delle azioni è «condivisa da tutti»

A crowd observes a building being demolished in a cold urban setting.
Immagine simbolica · Yakup Polat / Pexels

Fedeltà media

Arco delle fonti

3 fonti · lettura 2 min

Testo neutro generato da IA e revisionato da un editor umano prima della pubblicazione.

Nel contesto delle proteste contro il cantiere della TAV in Val di Susa, le forze dell'ordine hanno proceduto a diversi fermi. Secondo quanto riportato, undici cittadini stranieri sono stati espulsi; tra le persone fermate figurano inoltre due cittadini tedeschi ventenni. La magistratura sta valutando ipotesi di reato di particolare gravità, tra cui il reato di devastazione e una possibile aggravante legata al terrorismo. La testata La Stampa ha fatto riferimento anche a un'ipotesi di regia internazionale, circostanza non confermata da altre fonti.

Nel corso di una conferenza stampa tenuta a Venaus, il movimento No Tav ha ribadito la propria posizione sulla partecipazione alle azioni di protesta. Guido Fissore, attivista storico del movimento, ha affermato che la distinzione tra valligiani pacifici da una parte e black bloc giunti dall'esterno dall'altra è «assolutamente falsa», osservando che migliaia di persone si sono dirette verso il cantiere di Chiomonte. Fissore ha precisato che l'affermazione non significa che tutti abbiano lanciato pietre contro le forze dell'ordine, ma che l'ingresso nel cantiere è stato un'azione condivisa dall'intero corteo. Ha aggiunto che il movimento non accetta la divisione tra «buoni e cattivi» e che intende proseguire le proprie iniziative.

Hanno preso la parola anche Franco Olivero Fugera, consigliere comunale di minoranza a Giaglione, e una rappresentante dei Giovani No Tav di nome Matilde. Olivero Fugera ha sostenuto che le forze dell'ordine presenti in valle servirebbero a difendere il cantiere anziché la popolazione, e ha commentato la visita al cantiere di Chiomonte da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, definendola segnale di debolezza dell'avversario. La rappresentante dei Giovani No Tav ha sottolineato la forte presenza giovanile nel corteo e ha indicato nella militarizzazione del territorio la vera forma di violenza subita dalla valle da trent'anni.

Il movimento ha annunciato la prosecuzione delle iniziative di protesta e del Festival No Tav.