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Vertice Nato ad Ankara: le posizioni di Meloni su basi e spese, mentre prosegue l'escalation tra Usa e Iran

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Un vertice della Nato si è tenuto ad Ankara, in Turchia, riunendo i leader dei Paesi membri dell'Alleanza. Il summit, concluso senza particolari incidenti diplomatici, ha affrontato tra l'altro le tematiche dell'aumento delle spese militari dei Paesi alleati, dell'escalation militare in corso tra Stati Uniti e Iran e dei rapporti tra Washington e i partner europei.

Durante la conferenza stampa conclusiva, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha indicato tre fronti sui quali non intende modificare la propria posizione rispetto alle richieste del presidente degli Stati Uniti Donald Trump: le spese militari, i nuovi raid americani sull'Iran e le basi militari statunitensi in Italia. Meloni ha dichiarato che sulle basi non cambierà idea e ha chiesto spese difensive "sostenibili", con una preferenza per armamenti acquistati all'interno del Paese. Si è inoltre distanziata dall'Iran.

Il vertice si è svolto sullo sfondo di un'escalation militare tra Stati Uniti e Iran. Le forze americane, su ordine di Trump, hanno condotto raid contro circa 80-90 obiettivi in territorio iraniano, colpendo sistemi di difesa aerea, reti di comando e imbarcazioni dei pasdaran, secondo il Comando centrale americano (Centcom). Gli attacchi sono stati presentati come risposta agli assalti contro navi mercantili nello Stretto di Hormuz attribuiti a Teheran. Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno risposto lanciando missili contro installazioni militari statunitensi in Bahrein e Kuwait, con sirene antiaeree udite in entrambi i Paesi. Trump ha dichiarato chiuso il cessate il fuoco con l'Iran e ha annunciato ulteriori raid, adoperando espressioni molto dure verso la leadership iraniana. Il traffico navale nello Stretto di Hormuz è risultato gravemente compromesso, con Teheran che ha dichiarato che lo stretto sarebbe rimasto aperto solo alle proprie condizioni. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che gli attacchi iraniani sono stati intercettati o innocui, mentre riportavano almeno otto soldati iraniani uccisi.

A margine del vertice, il segretario generale della Nato Mark Rutte ha difeso i raid americani come risposta a una tregua violata, mentre l'Onu, attraverso il segretario generale Antonio Guterres, e il Pakistan, in veste di mediatore, hanno chiesto moderazione. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato che vi sono state "valutazioni errate" sui missili a lungo raggio, ma ha espresso apprezzamento per l'impegno verso una soluzione diplomatica.

Il padrone di casa, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ha regalato a ciascun leader presente una pistola con il proprio nome inciso, corredata da una scatola di munizioni. Il dono è stato rivelato dal primo ministro britannico Keir Starmer ai giornalisti durante il volo di rientro a Londra. Starmer, il cancelliere tedesco Merz e il primo ministro olandese Jetten hanno scelto di lasciare le pistole in Turchia. Il primo ministro canadese Carney le ha imbarcate senza proiettili. Meloni ha portato l'arma in Italia, dove è stata registrata a Palazzo Chigi come dono ufficiale, come avviene per tutti i regali ricevuti dal premier.

Secondo il Wall Street Journal, Israele ha condiviso con gli Stati Uniti nuove informazioni di intelligence su un presunto piano iraniano per colpire Trump. Lo stesso presidente americano, parlando con i giornalisti in Turchia, aveva fatto cenno a minacce nei propri confronti, definendosi "il primo della lista". Dopo il vertice, Trump ha cambiato aereo per il rientro, senza confermare ufficialmente il motivo.

Si sono conclusi dopo sei giorni i funerali dell'ex leader supremo iraniano Ali Khamenei, sepolto al termine di una cerimonia che, secondo l'agenzia iraniana Fars News, avrebbe registrato oltre 40 milioni di partecipanti, con un passaggio anche in territorio iracheno.

Sul fronte diplomatico, colloqui tecnici tra Stati Uniti e Iran sul dossier nucleare sarebbero proseguiti nonostante l'escalation, secondo un funzionario americano citato dalla Cnn. La fonte ha ribadito che l'Iran non potrà mai possedere un'arma nucleare e ha definito gli attacchi alle navi civili "atti di terrorismo".