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Cronaca

Allieva maresciallo precipita dalla scuola della Guardia di Finanza a L'Aquila: condizioni gravissime

Street view of the historic Hungarian Academy of Sciences building in Budapest during the day.
Immagine simbolica · Ejov Igor / Pexels

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Arco delle fonti

2 fonti · lettura 2 min

Testo neutro generato da IA e revisionato da un editor umano prima della pubblicazione.

Una giovane di 22 anni è precipitata dal terzo piano di una palazzina della scuola ispettori della Guardia di Finanza a Coppito, frazione dell'Aquila. L'episodio è avvenuto verso le 17: la ragazza, un'allieva maresciallo al primo anno, è caduta dalla finestra della sua camera da un'altezza di almeno 12 metri. L'impatto è stato violento e le sue condizioni sono apparse critiche fin da subito.

Trasportata all'ospedale San Salvatore dell'Aquila, la giovane è stata operata per traumi alla testa e al bacino ed è attualmente ricoverata in prognosi riservata. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti il 118 e le forze dell'ordine.

La dinamica dell'accaduto resta da chiarire. Tra le ipotesi al vagolo degli inquirenti non risulta esclusa l'ipotesi di un gesto volontario, ma al momento non sono state formulate conclusioni. La giovane aveva da poco ricevuto la tradizionale consegna delle fiamme, il passaggio simbolico che segna lo status di allieva finanziere maresciallo, e si trovava a pochi giorni dalla conclusione del percorso formativo annuale.

La notizia ha suscitato forte commozione tra i centinaia di allievi in formazione nella struttura. Secondo quanto emerso, un evento di saluto per gli allievi del terzo anno in partenza dalla scuola, programmato per lunedì prossimo, potrebbe essere revisionato alla luce dell'accaduto.

La struttura, che nel 2009 divenne quartier generale delle operazioni successive al terremoto dell'Aquila, è stata in passato oggetto di inchieste relative a presunti abusi sessuali da parte di istruttori nei confronti di allieve. Nel 2024 un capitano istruttore era stato denunciato da un'allieva per violenza sessuale, con tre militari finiti sotto indagine. Nella primavera del 2025 erano emersi anche casi di presunti maltrattamenti e vessazioni verso gli allievi, successivamente bollati come falsi dai sindacati interni Usif e Siaf, che avevano accusato i denuncianti di alimentare una gogna mediatica. Al momento non risulta alcun collegamento accertato tra questi precedenti e l'episodio attuale.