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Politica

Italia espelle due diplomatici russi per spionaggio, Mosca annuncia ritorsioni nel quadro di crescenti tensioni NATO

A stunning view of Moscow's modern skyscrapers and skyline with lush greenery in the foreground.
Immagine simbolica · Nikolai Kolosov / Pexels

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Arco delle fonti

5 fonti · lettura 1 min

Testo neutro generato da IA e revisionato da un editor umano prima della pubblicazione.

L'Italia ha espulso due diplomatici russi accreditati presso l'ambasciata di Russia a Roma, individuati come addetti militari, con l'accusa di spionaggio. La decisione è stata comunicata dal vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha convocato l'ambasciatore russo Alexey Paramonov presso la Farnesina. Le autorità italiane hanno qualificato la condotta come ingerenza inaccettabile. L'espulsione fa seguito a un'indagine dei servizi di intelligence italiani su attività di spionaggio attribuite ai due funzionari. Secondo quanto riportato dalla stampa, l'operazione avrebbe coinvolto una rete di informatori legata ai due agenti russi. Mosca ha reagito con forte irritazione e ha annunciato misure di ritorsione. L'ambasciatore russo avrebbe dichiarato che i tentativi di limitare l'influenza russa non avrebbero successo. Secondo alcune fonti, la Russia starebbe preparando l'espulsione di diplomatici italiani stationati a Mosca in segno di ritorsione. Fonti russe avrebbero inoltre formulato commenti sprezzanti nei confronti della dirigenza italiana rispetto a quella russa. L'episodio diplomatico si inserisce in un contesto più ampio di tensione tra Russia e NATO. Il Cremlino ha definito irresponsabile l'Alleanza Atlantica. Gli Stati Uniti hanno autorizzato la consegna di sistemi di missili Patriot all'Ucraina, con il presidente Donald Trump che ha ribadito l'obiettivo di raggiungere la pace. Inoltre, Washington ha approvato la vendita di missili Tomahawk alla Germania. Mosca ha dichiarato di guardare con preoccupazione all'armamento dell'Ucraina da parte degli Stati Uniti ma ha riconosciuto che Washington intende contribuire a un processo di pace.