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Cronaca

L'inviato di Trump Zampolli chiede 5 milioni di euro a Rai e Report dopo l'inchiesta su Epstein

A legal professional's workspace featuring Lady Justice statue, documents, and a laptop.
Immagine simbolica · www.kaboompics.com / Pexels

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Paolo Zampolli, imprenditore italo-americano e inviato della Casa Bianca per le partnership globali, ha annunciato azioni legali contro la Rai, il programma Report e il suo conduttore Sigfrido Ranucci. Zampolli, noto per aver presentato Melania Trump a Donald Trump, chiede 5 milioni di euro ciascuno alla Rai, a Ranucci e a ogni altra persona cointevolta nella vicenda. La controversia nasce da tre puntate di Report andate in onda tra aprile e maggio, dedicate ai presunti legami tra Zampolli, Melania Trump e il finanziere Jeffrey Epstein. L'inchiesta includeva la testimonianza dell'ex compagna Amanda Ungaro, raccolta in Brasile, un audio del 2017 in cui Zampolli avrebbe parlato di un patto con Melania Trump, e la testimonianza di una seconda donna, Victoria Drake, che lo accusa di violenza sessuale. Zampolli e il suo avvocato Maurizio Miculan hanno respinto tutte le accuse. Secondo il legale, le dichiarazioni della Ungaro sono state smentite dal Dipartimento della sicurezza interna statunitense e rientrano in un contenzioso sull'affidamento del figlio minore. Le accuse della Drake, ha spiegato l'avvocato, sono collegate a un tentativo di estorsione da 650mila dollari, già denunciato alla procura di Roma, con FBI e Interpol che indagano negli Stati Uniti e in Brasile. Zampolli sostiene che l'inchiesta di Report avesse natura politica, volta a colpire lui per arrivare a Donald Trump e Melania Trump, e a danneggiare i rapporti tra Italia e Stati Uniti. Questa tesi e contestata dalla controparte, che non ha tuttavia risposto pubblicamente all'accusa di motivazione politica. Una udienza e fissata per martedì nei tribunali italiani. Zampolli ha dichiarato di aver dato indicazione al proprio avvocato di chiudere la procedura di mediazione prevista per quel giorno e di diffidare la Rai affinché rimuova tutti i video e i post riguardanti Melania Trump e la sua famiglia, procedendo con la richiesta di risarcimento. Zampolli ha annunciato inoltre l'intenzione di presentare una causa anche negli Stati Uniti per danni reputazionali, dove le cifre possono essere significativamente più alte. L'importo per la causa americana non è stato ancora definito. Zampolli ha citato come riferimento la causa per diffamazione intentata da Melania Trump contro Hunter Biden, in cui era stata richiesta la cifra di un miliardo di dollari. Secondo Zampolli esisterebbero prove che le persone intervistate da Report siano state pagate, un'accusa che, se confermata, solleverebbe dubbi sulla compatibilita con il codice deontologico della Rai. Tale affermazione non è stata verificata in modo indipendente. Zampolli ha affermato che il suo avvocato gli ha consigliato di parlarne il meno possibile a causa della causa in corso.