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PoliticaVertice Nato ad Ankara: tensioni, posizioni di Meloni e reazione del Cremlino

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Un vertice della Nato si è tenuto ad Ankara, in Turchia, con la partecipazione dei leader dei paesi membri, tra cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni. Durante il summit sono emersi diversi momenti di tensione. Un giornalista danese ha pubblicamente confrontato il segretario generale della Nato Mark Rutte, chiedendogli perché restasse in silenzio sulle intenzioni di Trump riguardo alla Groenlandia pur sedendo accanto al presidente americano. Rutte non ha risposto direttamente alle domande del giornalista. Per parte sua, la presidente Meloni ha chiarito durante la conferenza stampa di chiusura che non avrebbe modificato la propria posizione su tre questioni chiave: i livelli di spesa militare, le nuove operazioni militari americane in Iran e la presenza di basi militari statunitensi in Italia. Il vertice è stato segnato anche da un gesto insolito del presidente turco Erdogan, che ha regalato pistole con il nome inciso dei leader Nato, munizioni incluse. A margine del vertice, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha offerto la valutazione russa sugli esiti. Peskov ha definito "errate" alcune valutazioni sui missili a lungo raggio, esprimendo apprezzamento per l'impegno dichiarato verso una soluzione diplomatica dei conflitti in corso. Peskov ha definito "ambivalente" la posizione americana e ha invitato Trump a contribuire agli sforzi di pace.